L’OCCHIO DEL PADRONE INGRASSA IL CAVALLO
Ogni giorno che passa, si assiste, sdegnati, al decadimento etico e culturale della politica italiana: cosa deve ancora accadere, perchè la nostra indignazione esca dalle stanze dei nostri salotti per invertire la rotta?
Aspettiamo le elezioni come si trattasse di un evento catartico, quasi miracoloso, in grado di spazzare via tutte le nebbie delle nostre miserie politiche: quello che invece accade davvero è che ci troviamo sempre a dovere scegliere tra il peggio e il meno peggio.
Il problema vero è proprio questo: fino a quando chi ha capacità di pensiero, si limiterà a giudicare l'impegno degli altri, senza mai spendersi, la situazione rimarrà sempre questa.
"L'occhio del padrone ingrassa il cavallo". Berlusconi l'ha capito. Il potere economico l'ha capito. Le banche, lo hanno capito. La società civile no.
Decidere per sé significa partecipare: questa è, anzi dovrebbe essere, la democrazia. La nostra Costituzione ci dà la facoltà di farlo, ma noi preferiamo la vita comoda ed adagiata dei nostri divani: parlare tra amici, raccontarsi tutto quello che non va senza mai sporcarsi le mani è tremendamente vigliacco.
In tutta coscienza, mi sento un pò in colpa per tutta la polemica sterile che mi rendo conto di fare (quà e là) ormai troppo spesso: io pontifico, ma non agisco, anzi, colta da una supponenza un pò snob, a volte irrido le tante persone che, con tutti i limiti del caso, almeno si buttano e provano a scardinare il sistema.
Il PD, non è il partito che tutti noi vorremmo che fosse, ma solo con la forza del desiderio le situazioni non cambiano. Se noi aspettiamo l'uomo della provvidenza, stiamo freschi.
Ogni giorno che passa, si assiste, sdegnati, al decadimento etico e culturale della politica italiana: cosa deve ancora accadere, perchè la nostra indignazione esca dalle stanze dei nostri salotti per invertire la rotta?
Aspettiamo le elezioni come si trattasse di un evento catartico, quasi miracoloso, in grado di spazzare via tutte le nebbie delle nostre miserie politiche: quello che invece accade davvero è che ci troviamo sempre a dovere scegliere tra il peggio e il meno peggio.
Il problema vero è proprio questo: fino a quando chi ha capacità di pensiero, si limiterà a giudicare l'impegno degli altri, senza mai spendersi, la situazione rimarrà sempre questa.
"L'occhio del padrone ingrassa il cavallo". Berlusconi l'ha capito. Il potere economico l'ha capito. Le banche, lo hanno capito. La società civile no.
Decidere per sé significa partecipare: questa è, anzi dovrebbe essere, la democrazia. La nostra Costituzione ci dà la facoltà di farlo, ma noi preferiamo la vita comoda ed adagiata dei nostri divani: parlare tra amici, raccontarsi tutto quello che non va senza mai sporcarsi le mani è tremendamente vigliacco.
In tutta coscienza, mi sento un pò in colpa per tutta la polemica sterile che mi rendo conto di fare (quà e là) ormai troppo spesso: io pontifico, ma non agisco, anzi, colta da una supponenza un pò snob, a volte irrido le tante persone che, con tutti i limiti del caso, almeno si buttano e provano a scardinare il sistema.
Il PD, non è il partito che tutti noi vorremmo che fosse, ma solo con la forza del desiderio le situazioni non cambiano. Se noi aspettiamo l'uomo della provvidenza, stiamo freschi.

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