DI FINI NON MI FIDO
Di Fini non mi fido. Ha cambiato idea troppe volte passando dall'apologia del fascismo al definirlo "il male assoluto".
Me lo ricordo ancora da Costanzo mentre sosteneva che non fosse opportuno che un uomo omosessuale facesse il maestro di scuola elementare: a me il dubbio sulla sua conversione alla cultura liberale, rimane.
Oggi guarda al conservatorismo europeo più evoluto, alla Merkel, a Chirac: anche a me piacerebbe che la destra italiana prendesse questa forma, ma credo che Fini non abbia, nè la levatura intellettuale, nè le palle per prendere davvero le distanze da Berlusconi e fondare quella destra italiana che aveva in testa anche Indro Montanelli.
Sperare su Fini è davvero un gesto politicamente disperato, l'ennesima testimonianza di una debolezza politica tutt'altro che superata a sinistra.
Non credo che vedremo gesti clamorosi da parte del Presidente della Camera, anche se perepisco che dietro questa sua audacia inattesa ci sia una cabina di regia occulta che sta mettendo in atto manovre politiche al momento (per me) indecifrabili.
Non so se Fini sia il cavallo giusto per queste manovre, ma rimane il fatto che se (miracolosamente) si formassero le condizioni politiche (e parlamentari) per dare a B il colpo di grazia finale (legge sulle TV, legge sul conflitto di interersse, legge elettorale), tutto l'arco parlamentare che ha a cuore la nostra democrazia non potrebbe che rispondere con entusiamo.
Sognare è lecito, ma sprere che Fini ci tolga le castagne dal fuoco è pura follia.
Me lo ricordo ancora da Costanzo mentre sosteneva che non fosse opportuno che un uomo omosessuale facesse il maestro di scuola elementare: a me il dubbio sulla sua conversione alla cultura liberale, rimane.
Oggi guarda al conservatorismo europeo più evoluto, alla Merkel, a Chirac: anche a me piacerebbe che la destra italiana prendesse questa forma, ma credo che Fini non abbia, nè la levatura intellettuale, nè le palle per prendere davvero le distanze da Berlusconi e fondare quella destra italiana che aveva in testa anche Indro Montanelli.
Sperare su Fini è davvero un gesto politicamente disperato, l'ennesima testimonianza di una debolezza politica tutt'altro che superata a sinistra.
Non credo che vedremo gesti clamorosi da parte del Presidente della Camera, anche se perepisco che dietro questa sua audacia inattesa ci sia una cabina di regia occulta che sta mettendo in atto manovre politiche al momento (per me) indecifrabili.
Non so se Fini sia il cavallo giusto per queste manovre, ma rimane il fatto che se (miracolosamente) si formassero le condizioni politiche (e parlamentari) per dare a B il colpo di grazia finale (legge sulle TV, legge sul conflitto di interersse, legge elettorale), tutto l'arco parlamentare che ha a cuore la nostra democrazia non potrebbe che rispondere con entusiamo.
Sognare è lecito, ma sprere che Fini ci tolga le castagne dal fuoco è pura follia.

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