I furbetti del clubbino
di Concita De Gregorio da L'Unità del 15 febbraio 2010
di Concita De Gregorio da L'Unità del 15 febbraio 2010
A leggere l'integrale della relazione dei Ros sul "sistema gelatinoso" - centinaia a centinaia di pagine, tipo i Miserabili - coglie una sorta di vertigine: si entra in un mondo parallelo fatto di persone di modestissime qualità che maneggiano in libertà assoluta una quantità di denaro apparentemente senza limite, trattano alla stessa stregua appalti per opere pubbliche e appartamenti da affittare per il fratello dell'amica, l'icona d'argento da regalare per il compleanno dell'ingegnere, la festa di sabato, il G8 dell'Aquila, la Bmw, la vacanza a Cortina, la particina in tv per il figlio del tale, il contratto predatato, quel certo accappatoio di lino, i lavori a La Maddalena, la nuova fidanzata del figlio dell'amico che ci sarebbe da assumere anche lei. Il linguaggio che usano è incredibile. Il figlio alla madre: «se dovesse succedere qualcosa...» La madre al figlio: «ma che dici, aspetta che mi dò una grattata».
Incredibile quello che dicono, a chi lo dicono, con che disinvoltura e che presunzione di onnipotenza e impunità.
Mentre da un altro filone dell'inchiesta risulta indagato Denis Verdini, potentissimo uomo di Berlusconi in Toscana, da questo - quello del Salaria village e dei furbetti del clubbino - si capisce benissimo quali siano i due problemi principali da risolvere: accaparrarsi la massima quantità di denaro pubblico facendo il meno possibile e trovare uno stipendio ad un esercito di figli e figlie, fidanzate e fratelli minori (stupendo il capitolo che riguarda Anthony Smit da Capri, fratello della cara amica di Mauro Masi), una pletora di bamboccioni, direbbe Brunetta, che a 30 e 40 anni proprio come un qualsiasi disoccupato dei milioni che popolano il Paese non riescono a trovare lavoro, in questo caso però ci pensa l'amico di papà. Non devono far niente, non occorre nemmeno che abbiano le carte (l'Enpals? Che cos'è? domanda il figlio di Balducci appena nominato consulente del direttore Artistico dell'Auditorium). Son problemi che tutti i genitori conoscono, come non condividerli.
Mentre da un altro filone dell'inchiesta risulta indagato Denis Verdini, potentissimo uomo di Berlusconi in Toscana, da questo - quello del Salaria village e dei furbetti del clubbino - si capisce benissimo quali siano i due problemi principali da risolvere: accaparrarsi la massima quantità di denaro pubblico facendo il meno possibile e trovare uno stipendio ad un esercito di figli e figlie, fidanzate e fratelli minori (stupendo il capitolo che riguarda Anthony Smit da Capri, fratello della cara amica di Mauro Masi), una pletora di bamboccioni, direbbe Brunetta, che a 30 e 40 anni proprio come un qualsiasi disoccupato dei milioni che popolano il Paese non riescono a trovare lavoro, in questo caso però ci pensa l'amico di papà. Non devono far niente, non occorre nemmeno che abbiano le carte (l'Enpals? Che cos'è? domanda il figlio di Balducci appena nominato consulente del direttore Artistico dell'Auditorium). Son problemi che tutti i genitori conoscono, come non condividerli.
Si apprende, di passaggio, che c'è da fare una modifica all'ordinanza così da non dover concordare i lavori col Comune, di collaudi per le opere pubbliche pagati e mai effettuati (collaudi, avete presente? Ricordate i piloni di cemento armato dell'Aquila fatti con la sabbia? E i collaudi? Pazienza). Di tre ragazze chiamate da Regina Profeta per un servizio al Salaria village e pagate mille euro a testa (mille euro per un massaggio? che massaggio era?) della moglie che informa il marito di aver fatto un affarone: il regalo per l'ingegnere, l'icona, l'ho pagato 4.600 euro scontato. Ottimo. Coi soldi di chi?
È l'insieme che sconcerta, il modo, l'assenza di prudenza e di pudore, la completa mancanza di interesse per l'interesse collettivo e l'esclusiva attenzione al proprio. La gelatina putrida, di quart'ordine. Le centinaia di ordinanze attraverso le quali la Protezione civile si è occupata negli anni del traffico a Treviso, del palazzo del cinema a Venezia, della mozzarella di bufala campana e del congresso eucaristico a Bari sono servite a foraggiare persone così. Tutti gli uomini del commissario. Poniamo anche che non se ne fosse accorto, come dice. La responsabilità è oggettiva, le dimissioni dovute.
È l'insieme che sconcerta, il modo, l'assenza di prudenza e di pudore, la completa mancanza di interesse per l'interesse collettivo e l'esclusiva attenzione al proprio. La gelatina putrida, di quart'ordine. Le centinaia di ordinanze attraverso le quali la Protezione civile si è occupata negli anni del traffico a Treviso, del palazzo del cinema a Venezia, della mozzarella di bufala campana e del congresso eucaristico a Bari sono servite a foraggiare persone così. Tutti gli uomini del commissario. Poniamo anche che non se ne fosse accorto, come dice. La responsabilità è oggettiva, le dimissioni dovute.

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