Monday, May 03, 2010

AGORA’

Religio instrumentum regni.
Non esiste religione slegata dal potere e non esiste potere senza religione.

Ogni tipo di potere necessità di un pensiero che lo legittimi, di una forma di filosofia rivelata che giustifichi il dominio esercitato sugli uomini. E non estistono religioni che si sviluppano per la forza spirituale del loro pensiero: ogni religione si impone e si sviluppa con la forza del potere che essa sostiene, o è la religione che, per effetto della sua forza, diventa essa stessa potere.

Agorà, è la storia di Ipazia, una martire laica messa a tacere dai cristiani nel momento storico in cui si stavano trasformando da perseguitati in persecutori ed il cristianesimo trionfante stava diventando religione di stato; anzi esso stesso Stato. E’ un film che costringe in maniera impietosa i cristiani a guardare al proprio album di famiglia.

Non so se la religione sia l’oppio dei popoli: di certo lo è il fanatismo religioso. L’ incendio della biblioteca di Alessandria, memoria della filosofia e della cultura classica, fa presagire il medio evo che avanza in cui per oltre mille anni la ragione e la scienza sarebbero state assoggettate alla religione.

Chi non si assoggetta al pensiero dominante, muore. E Ipazia muore, non solo perché rivendica il diritto del dubbio e della ricerca della verità in un momento in cui tutti devono schierarsi, ma soprattutto perché fa questa scelta come donna.

Un film di grande attualità che ci illumina sull’intolleranza religiosa, su come sia facile usare le Scritture (tutte), per il proprio tornaconto e far credere ai popoli che è un dio che lo dice, che è un dio che vuole la distruzione di una diversa civiltà: "la parola di dio diviene un fuoco, una spada che combatte per una verità per la quale non ci può essere compromesso".

Per chi sostiene la forza civica e pedagogica della Ragione. Da non perdere.

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