SIAMO CANI O SIAMO GATTI?
Ancora una volta il PD fa parlare di sè. Ancora una volta si tratta di una sconfitta, l'ennesima da quando il partito è nato e Veltroni ne ha preso la guida. Ancora una volta il PD si mostra incapace di una seria autocritica: quello che lascia Veltroni è un Partito diviso e pieno di contraddizioni, per certi aspetti impresentabile, per altri indefinito e vuoto sul piano dei valori e purtroppo appiattito su un'oligarchia arrogante e abbarbicata al potere.
Il segretario se ne va, ma tutti i nodi da sciogliere rimangono: il PD sta con i laici o con la cei? Sta con gli industriali o con gli operai? Sta con Epifani o con Bonanni? Sta con i magistrati o con gli inquisiti? Sta con Casini o con Di Pietro?
A ciò si deve aggiungere la debolezza della propria organizzazione interna, la mancanza di una struttura di partito definita e in grado di legittimare propriamente la ledership. Il Partito Democratico è oggi un partito in mano a personalismi e caste locali a cui si oppone una base di elettori molto distanti dalla propria classe dirigente, una maggioranza di retroguardia che esprime una cultura dello Stato laica, legalitaria, più equa e che ha idee chiare su ciò che il PD dovrebbe fare.
Si capisce che il problema non è solo Veltroni (si risolverebbe davvero nel giro di poche settimane), il problema è molto più profondo ed è tutto politico: quando sarà in grado di rispondere a domande del tipo "Chi siamo?" "Dove andiamo?" "Con Chi stiamo?"
Il segretario se ne va, ma tutti i nodi da sciogliere rimangono: il PD sta con i laici o con la cei? Sta con gli industriali o con gli operai? Sta con Epifani o con Bonanni? Sta con i magistrati o con gli inquisiti? Sta con Casini o con Di Pietro?
A ciò si deve aggiungere la debolezza della propria organizzazione interna, la mancanza di una struttura di partito definita e in grado di legittimare propriamente la ledership. Il Partito Democratico è oggi un partito in mano a personalismi e caste locali a cui si oppone una base di elettori molto distanti dalla propria classe dirigente, una maggioranza di retroguardia che esprime una cultura dello Stato laica, legalitaria, più equa e che ha idee chiare su ciò che il PD dovrebbe fare.
Si capisce che il problema non è solo Veltroni (si risolverebbe davvero nel giro di poche settimane), il problema è molto più profondo ed è tutto politico: quando sarà in grado di rispondere a domande del tipo "Chi siamo?" "Dove andiamo?" "Con Chi stiamo?"
"Siamo cani o siamo gatti?"

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