I GRILLINI E L'INSOFFERENZA DEL PD
Leggo allibita sull'Unità, il commento di Concita de Gregorio circa il risultato della lista di Beppe Grillo.
Non c'è nulla di più pericoloso di un potere politico arrogante, presuntuoso, sordo agli umori e alle aspettative dei suoi cittadini. Non c'è nullo di più fastidioso di una classe intellettuale un pò snob, che si avvita sui propri privilegi e parla, con malcelato disprezzo, di demagogia, di anti-politica e di qualunquismo nei confronti di migliaia di cittadini che hanno manifestato, democraticamente, il proprio dissenso, ad una classe politica ormai priva di valori e diventata, pressoché, auto-referenziale.
Per il PD le elezioni sono andate male: punto. E non perché gli elettori di sinistra siano diventati di destra, ma molto più semplicemente, perché nessuno ha capito il PD che cos'è.
Come ho già scritto proprio su queste pagine, il Partito Democratico appare oggi un partito in mano a personalismi e interessi locali a cui si oppone una base di potenziali elettori che hanno idee chiare su ciò che il PD dovrebbe essere e che invece non è. Si capisce che il problema è molto profondo, è politico, ed è tutto del PD: sarà mai in grado di rispondere a domande del tipo "Chi siamo?" "Dove andiamo?" "Con chi stiamo?" O molto più semplicemente: "siamo cani" o "siamo gatti?"
Quando questo si sa, lo si è visto, il consenso arriva: la Bonino ha perso per un pelo. Vendola ha vinto. Questo significa che la chiarezza politica paga, mentre i tentennamenti sui valori e l'abisso tra il dire e il fare non fanno altro che allontanare i tanti (tantissimi) elettori dalle urne e principalmente dal PD.
Sono più che convinta che nessuno di quanti hanno votato per la lista di Grillo ha mai pensato di risolvere il proprio deficit di rappresentanza con un bel raduno nelle piazze e un corale un vaffanculo. Tutti quanti comprendono la complessità della politica ed è ridicola la scelta di liquidare le migliaia di persone che hanno votato per la Lista 5 stelle, come sbagliata e populista: sbagliata (tremendamente sbagliata), è semmai questa analisi.
Il PD dice sempre di volere aprirsi ai giovani, parla del partito come luogo di partecipazione, ma se i ragazzi che orbitano attorno a Beppe Grillo (ne conosco alcuni, sono tutti di sinistra), si fossero affacciati alle porte del PD, (ma anche dell'IDV, ahimè), sarebbero stati trattati, (nelle più rosee delle aspettative), come “merda secca”.
Leggo allibita sull'Unità, il commento di Concita de Gregorio circa il risultato della lista di Beppe Grillo.
Non c'è nulla di più pericoloso di un potere politico arrogante, presuntuoso, sordo agli umori e alle aspettative dei suoi cittadini. Non c'è nullo di più fastidioso di una classe intellettuale un pò snob, che si avvita sui propri privilegi e parla, con malcelato disprezzo, di demagogia, di anti-politica e di qualunquismo nei confronti di migliaia di cittadini che hanno manifestato, democraticamente, il proprio dissenso, ad una classe politica ormai priva di valori e diventata, pressoché, auto-referenziale.
Per il PD le elezioni sono andate male: punto. E non perché gli elettori di sinistra siano diventati di destra, ma molto più semplicemente, perché nessuno ha capito il PD che cos'è.
Come ho già scritto proprio su queste pagine, il Partito Democratico appare oggi un partito in mano a personalismi e interessi locali a cui si oppone una base di potenziali elettori che hanno idee chiare su ciò che il PD dovrebbe essere e che invece non è. Si capisce che il problema è molto profondo, è politico, ed è tutto del PD: sarà mai in grado di rispondere a domande del tipo "Chi siamo?" "Dove andiamo?" "Con chi stiamo?" O molto più semplicemente: "siamo cani" o "siamo gatti?"
Quando questo si sa, lo si è visto, il consenso arriva: la Bonino ha perso per un pelo. Vendola ha vinto. Questo significa che la chiarezza politica paga, mentre i tentennamenti sui valori e l'abisso tra il dire e il fare non fanno altro che allontanare i tanti (tantissimi) elettori dalle urne e principalmente dal PD.
Sono più che convinta che nessuno di quanti hanno votato per la lista di Grillo ha mai pensato di risolvere il proprio deficit di rappresentanza con un bel raduno nelle piazze e un corale un vaffanculo. Tutti quanti comprendono la complessità della politica ed è ridicola la scelta di liquidare le migliaia di persone che hanno votato per la Lista 5 stelle, come sbagliata e populista: sbagliata (tremendamente sbagliata), è semmai questa analisi.
Il PD dice sempre di volere aprirsi ai giovani, parla del partito come luogo di partecipazione, ma se i ragazzi che orbitano attorno a Beppe Grillo (ne conosco alcuni, sono tutti di sinistra), si fossero affacciati alle porte del PD, (ma anche dell'IDV, ahimè), sarebbero stati trattati, (nelle più rosee delle aspettative), come “merda secca”.
Senza altra scelta, hanno perciò trovato un altro canale di partecipazione, una lista civica, che gli ha permesso di proporre temi concreti, persone giovani, preparate e pulite. In tanti li hanno votati, intendendo con ciò apprezzare l’impegno diretto in politica e mandare, al contempo, un segnale di fumo al PD (ma a livello locale, anche all'IDV).
Vedremo. Se poi l’arroganza dei partiti avrà la meglio sull’autocritica, nel 2012 andrà ancora peggio.
