Friday, October 28, 2016

UMANESIMO SENZA TASSE

Gli italiani sbrodolano una grande umanità, basta non parlare di tasse. 
A parole sono tutti molto generosi, virtuosi, civili, ma se gli chiedi di pagare le tasse ti prendono a sassate. 
A volere bene al prossimo scaricando sui poveri i costi del proprio umanesimo, si fa un bel gesto di ignobile ipocrisia.

GORO E L'IPOCRISIA DEI BORGHESI

Sbagliatissimo derubricare i fatti di Goro come frutto di un egoismo razzista, senza minimamente sforzarsi di capire il contesto sociale in cui questo risentimento cova ed esplode. 
Se si continua a disattendere il disagio ( reale) di molti cittadini, quell'irrazionale insofferenza verso gli stranieri aumenterà a tal punto che molti si butteranno tra le braccia del fascismo. 
È già accaduto negli anni 20 e accadrà ancora. E ciò che più mi sconcerta è che di questa questione non si può nemmeno accennare negli ambienti sinistroidi senza passare per le graticola del web.
Una borghesia cieca ed autoreferenziale, portatrice di una retorica irenica e molto snob che piuttosto che esprimere anche solo un pensiero distratto nei confronti delle periferie, preferisce manifestare tutta sua ripugnanza verso il risentimento plebeo. 
Assurdo provare ribrezzo verso questi fatti senza indagare i motivi sociali di questa rabbia popolare, perché non è detto che a prescindere si tratti di persone rozze, becere e razziste.
Giudicare dall'alto del proprio benessere senza sforzarsi di comprendere mai i motivi del disagio volgare, farà solo aggravare questo risentimento profondo verso gli stranieri e spingerà sempre più le masse tra le braccia del fascismo.

I FINOCCHI COL CULO DEGLI ALTRI

I dipendenti pubblici; i medici; i professori universitari; gli artisti; i giornalisti; i benestanti in generale: che hanno da temere dal popolo degli immigrati? 
Ma se si è operai, braccianti, pescatori, muratori, commessi e dintorni, ossia appartenenti a quell'esercito di carne intercambiabile all'uso e consumo con qualcun altro, allora il timore dello straniero disposto a lavorare a qualsiasi condizione non può non essere comprensibile. 
Non c'è nulla di più arrogante del ricco che si permette di giudicare le angosce plebee: facile parlare per chi vive nell'agio ed ha il portafoglio pieno. 
Tempo fa fuori dai cancelli di una cooperativa emiliana, scoppio una guerra tra tunisini ed egiziani, i secondi disposti a lavorare a 4 euro all'ora contro i 4,50 dei primi. 
La guerra tra poveri esiste ed è un dramma che riguarda milioni di persone che nessuno vede più. 
Vi sono enormi povertà, enormi tribolazioni, enormi miserie nelle nostre periferie, ma si preferisce volgere lo sguardo altrove facendo i finocchi ( sempre e comunque ) col culo degli altri.
Chissà cosa avrebbe detto Pasolini al riguardo.

LE BESTIOLINE DI GORO E LE BESTIE VERE

Vedo tutti molto concentrati ad occuparsi di qualche imbecille col megafono che bercia contro i profughi, mentre nessuno si pone il problema di capire, perché un'intera comunità si rivolta. 
50 anni fa questa gente non avrebbe avuto il coraggio di dire certe cose, perché i comunisti li avrebbero presi a bastonate. Oggi quei comunisti sono diventati leghisti e sostengono la rivolta: qualcuno intende posare lo sguardo verso il Paese che cambia pelle o preferisce mantenere lo sguardo sul proprio ombelico? 
Meno lavoro, meno diritti, meno welfare: per la prima volta le nuove generazioni avranno minori e peggiori prospettive di vita dei propri genitori, il lavoro non c'è, chiudono gli ospedali, le pensioni si allontanano, i redditi si assottigliano, le banche possono fallire rivalendosi sui piccoli risparmiatori, mentre il capitalismo selvaggio depreda l'Africa, l'incendia, l'inquina, si impossessa della terra chiedendo all'Europa di accogliere tutti gli africani che scappano, per evidenti motivi di interesse economico e sociale: ma come si può chiudere gli occhi di fronte a tutto questo orrore e vedere solo le barricate di Goro? 
Penso sarebbe necessario analizzare il fenomeno dell'immigrazione secondo un paradigma marxista, mentre sulla questione umanitaria, credo vi sia una gestione deleteria (per usare un eufemismo ) e sulle proposte rimando alla Gabbanelli ed a Report che ha mandato in onda una magistrale puntata dedicata all'accoglienza degli immigrati.
È profondamente sbagliato prendersela con le vittime e non con carnefici : ma il rutto plebeo mostra quanto sia assurdo che in prima linea contro il tentativo di costruire un impero mondiale basato sulla libera circolazione della povera gente ci sia la Destra alla quale non pare vero potersi infilare nel vuoto lasciato da una Sinistra che si è completamente venduta al nemico scordandosi che il comunismo si fondava sull'idea di comunità e di beni comuni, di socializzazione della terra e non sulla libera predazione di un intero continente, né sulla forzata emigrazione di persone da sfruttare. 
Il soccorso umanitario non si discute, ma bisogna chiedersi chi sono queste persone, da dove scappano e perché (la predazione dell'Africa da parte delle multinazionali purtroppo non è una visione ideologica). 
Chiedersi chi siano le vere bestie non è una paturnia ideologica di qualche polveroso marxista, ma un processo della ragione necessario sul piano razionale. È bestia chi ha depredato e continua a depredare le terre d'Africa? Chi le ha incendiate? Chi le ha destabilizzate e continua a farlo vendendogli armi e portandogli la guerra? O davvero si pensa che le bestie siano quei quattro sfigati di Goro?

Friday, October 14, 2016

IMMIGRATI, FARABUTTI, CAPITALISMO E DINTORNI

Una famiglia arriva da un Paese straniero e prende la residenza per la quale serve il permesso di soggiorno per il quale serve un reddito minimo familiare. Ogni tanto si scopre un traffico di lavori fittizi, ma di solito il capofamiglia del nucleo lavora in (semi) nero, ovvero quanto basta per ottenere il permesso di soggiorno.
Il lavoro (semi) nero comporta che la famiglia abbia un ISEE bassissimo, il che permette al nucleo familiare di accedere ad una serie di benefici pubblici, a cominciare dalla casa popolare, i contributi per le bollette, gli assegni, gli esoneri, eccetera. 
Nel frattempo la famiglia "residente" va e viene dal suo paese d'origine, o dalla Francia, o dal Belgio, magari dopo avere sub affittato in nero la casa popolare che però mantiene, perché ufficialmente la famiglia è residente nel Comune anche se abita di fatto all'estero. 
Sulla base della legislazione in vigore, cancellare una residenza fittizia è una procedura complicatissima. Il procedimento dura un anno ed in quell'anno i componenti della famiglia non devono essere mai trovati dal Comune. Questa assurdità è nota, per cui è pratica consolidata che la famiglia di immigrati "residente" in Italia, ma che abita all'estero, passi dall'anagrafe almeno una volta all'anno così che il Comune debba ricominciare la procedura di cancellazione da capo. 
Nel mentre decorrono gli anni per ottenere la cittadinanza. 
Se la famiglia residente ha un parente in età da pensione, può fare il ricongiungimento familiare, così da ottenere la pensione di vecchiaia che poi potrà essere goduta dal beneficiario nel suo paese d'origine. Ovviamente salvo malattie, perché ogni residente ha diritto alle cure gratuite in Italia. Se infine l'anziano pensionato muore all'estero, giacché lo Stato non ha modo di verificarlo d'ufficio, è risaputo che se la famiglia non lo comunica, gli verrà erogata la pensioni anche per molti anni dopo la sua morte. 
Ovviamente la responsabilità di tutto questo non è degli immigrati, lo so bene: loro sono solo il mezzo di un sistema che li sfrutta, che li utilizza per abbassare i diritti, che li fa lavorare in nero, che gli affitta la casa in nero in attesa che ci pensi lo Stato, che li spreme e che poi carica i costi di questa spremitura sulla pelle delle classi più deboli. Negare però che accada tutto questo è sbagliato, miope. E" una posizione ideologica sconsiderata e difenderla è assurdo. 
A meno che uno Stato allineato sugli interessi dei farabutti e del capitalismo predatorio non sia diventata una cosa di Sinistra, come pare essere, se si guarda alla politica del PD e del Socialismo europeo.