Monday, July 29, 2013

URGENZA POLITICA

Capisco l'urgenza politica di rimuovere dai vertici del PD "l'usato sicuro" e comprendo anche che per farlo serva la tribù degli elettori, perchè gli iscritti, per un motivo o per l'altro, sono tutti legati a doppio filo con la casta. Ed è questo il dramma. Perchè sul piano del principio, dire che il segretario di un partito lo votano gli iscritti o come dice Barca i "partecipanti", non è così assurdo.

Tragico è invece lo spopolamento avvenuto all'interno del partito, l'avere allontanato gli intellettuali, avere confuso il pericolo dei nemici con la lealtà dei dissenzienti, avere coltivato la necessità di attrarre "militonti" invece che militanti capaci e critici. E un partito così, una democrazia basata su un sistama partitico così decadente, non sta in piedi.

Se i partiti non alzano la qualità della militanza e non tornano a radicarsi sul territorio, la nostra democrazia rischia parecchio. Ciò detto, ora urge "superare" questo PD. Come? Difendendo queste regole? Prendendo tutti la tessera? Scegliendo altri lidi? E' una bella domanda a cui occorre dare in fretta una risposta.

E poi (e lo dico senza ironia), questo è il momento per i cittadini, di "scendere in campo", di mobilitarsi, di partecipare attivamente alla vita politica di questo Paese, perchè farlo domani, sarebbe tardi.

Wednesday, July 24, 2013

LE PAROLE DELLA (NON) REPUBBLICA
di Giuseppe Civati

Barbara Spinelli passa in rassegna le parole e i concetti dell’attuale fase politica.

Stabilità. Per cui ci vuole, responsabilità. Che, a sua volta, richiede la pacificazione.

Il tutto è assolutizzato, come il superlativo del governissimo.

Chi non è d’accordo, lo fa sulla base di una litigiosità che è strumentale.

Le opinioni in dissenso, qualsiasi opinione in dissenso, non è legittima, perché non ci sono alternative. E i dissidenti lo fanno sulla base di un disegno eversivo, in un perfetto rovesciamento (uno dei tanti, tantissimi di questi giorni): non è strumentale chi è al governo, e occupa le posizioni di potere, insieme ai propri nemici (che non lo sono più, e in alcuni casi non lo sono mai stati).

No, è strumentale chi si sottrae a questa logica e rivendica l’autonomia della politica e del Parlamento. Curioso.

Sono offerte che non si possono rifiutare, dice Spinelli, che risale a Weimar e al suo esito nella direzione della Präsidialregierung.

La cosa curiosa è che non lo puoi nemmeno dire, che siamo in un regime-presidenziale-di-fatto, in cui la stabilità è a-tutti-i-costi, tanto che è rinviato tutto quello che potrebbe minarla, la stabilità, compresa la riforma della legge elettorale, comprese le dimissioni di un ministro.

Se lo fanno, è giusto, perché non ci sono alternative, e dobbiamo soltanto ringraziare chi decide al posto nostro. E scusarci, un po’.

Però, se lo dici che lo fanno, si offendono tutti, e ovviamente sei litigioso e strumentale.

A me sembra un’enormità, ma è colpa della mia innata strumentalità, che mi porta a essere litigioso.