Thursday, April 30, 2015

LA STORIA È PREMESSA PER IL FUTURO

È diventata un luogo comune l'idea espressa da Benedetto Croce: la storia è sempre storia contemporanea, ma penso si debba aggiungere che la contemporaneità è sempre, necessariamente, la premessa per il futuro. Nessuno vive l'attimo presente se non raffigurandosi nell'attimo che segue. La storia è anche storia futura: l'interprete nel prendere posizione, ha occhi per ciò che è stato, per ciò che è è ciò che sarà. L'interpretazione è dunque premessa per l'azione.

Tuesday, April 28, 2015

GUERRIGLIA DEMOCRISTIANA

Ribadisco quello che ho sempre detto: alla fine saranno i cattolici a mettere fine allo strapotere di Renzi. 
Gli ex P.C.I. sono persone senza dignità, senza coraggio, abituati ad obbedire al capo perché è il capo e non muoveranno un dito contro il loro segretario. 
Gli ex DC invece sono di tutt'altro razza. Abituati al potere ed alla trattazione, non si faranno scrupoli nel tramare imboscate e avvelenamenti di pozzi. 
Travolto dalla propria onnipotenza , il Premier si è spianato la strada tirando schiaffoni alle persone sbagliate. Così, mentre comanda via Twitter e a colpi di fiducia, nel cono d'ombra delle parrocchie, con parole pacate e voce sommessa, si organizza la guerriglia permanente. 
Ne sono certa: presto Letta e Prodi gliela faranno pagare.

Sunday, April 26, 2015

PARTIGIANI, SEMPRE

È vero, la Costituzione non è stata sempre rispettata nella storia della nostra Repubblica, ma questo non è un buon motivo per stravolgerla.  Si cambia la forma di governo senza neppure dirlo e si realizza quel premierato assoluto che Leopoldo Elia paventava ai tempi di Berlusconi.  
Quello che sta accadendo non è una “reazione all’immobilismo” (che pure io auspico), ma un atto di forza inaudito mirato a ratificare un assolutismo già in atto nei fatti: nel Governo che comanda sulla Parlamento; nel preside che comanda sugli insegnanti; nei ministri che comandano sui dirigenti sottoposti allo spoil system selvaggio; nei burocrati ministeriali che frenano i soprintendenti nella tutela del paesaggio; nei fondi internazionali che sottraggono le banche popolari ai territori; nello Stato che toglie poteri alle Regioni aumentando il contenzioso; nella “manina” che cancella la frode per salvare gli evasori; nell’imprenditore che licenzia il lavoratore dicendo il falso in tribunale sulla crisi dell’azienda.  
Se contrastare tutto questo significa essere conservatori; se difendere la divisione dei poteri è una forma di rendita di posizione, allora si, sto in trincea a difendere la mia posizione dentro il recinto di quella Costituzione nata sui valori della Resistenza.

25 APRILE: RESISTENZA OVVERO PESSIMISMO DELL A RAGIONE E OTTIMISMO DELL A VOLONTA'

Di Francesco Erspamer

Come i simboli, le feste servono a preservare esperienze passate, a ricordarci che siccome furono possibili una volta sono possibili ancora. Per questo i regimi cercano di cancellare o svuotare di significato quelle elaborate da precedenti sistemi sociali, politici o economici: perché un effettivo controllo del popolo lo si raggiunge solo quando si riesca a convincerlo di vivere nel migliore dei mondi possibili, e che qualunque alternativa sia irrealizzabile. 
Così opera anche il liberismo: il cui immenso potere modellizzante, ossia di indurre comportamenti e consumi uniformi a livello globale, presuppone l’appiattimento della vita sul presente e la trasformazione delle tradizioni e delle culture in prodotti di consumo, privi di una carica differenziale. 
La cultura del successo a cui ci stiamo abituando non ha bisogno di regole (si fonda sulla deregulation) e di una morale, ed è dunque incapace di trasgressione: a contare è sempre e solo il risultato, quale che sia e comunque raggiunto, tanto viene retroattivamente caricato di valore e di merito. 
A lungo il 25 aprile ha simboleggiato qualcosa di molto diverso: non tanto la Liberazione quando l’esercizio della libertà, non tanto la vittoria della Resistenza quanto la pratica di una cultura della resistenza. Che è la capacità di comprendere che la storia umana è soggetta a imprevisti, neppure infrequenti e che mettono in crisi anche i sistemi più solidi e le più sedimentate abitudini e convinzioni, aprendo improvvisi spazi d’intervento. Ma quando si presentano non c’è tempo per improvvisare una strategia: bisogna averla già pronta. 
In questo senso il simbolo della cultura della resistenza è Gramsci. Fisicamente fragile e malato, chiuso in una prigione fascista da cui sapeva che non sarebbe mai uscito, in un’Europa che si spostava sempre più a destra, Gramsci non smise di studiare, meditare, scrivere. Non so se davvero Mussolini disse che occorreva impedire alla mente di Gramsci di funzionare; di sicuro la resistenza di Gramsci fu di non smettere mai di pensare. Di non abbandonare mai il suo impegno. Ripeteva spesso: pessimismo della ragione, ottimismo della volontà. La cultura della resistenza richiede entrambi questi registri. Inizialmente quello analitico, che non può che condurre a una valutazione critica della situazione esistente: c’è tanta ingiustizia al mondo, tanta ineguaglianza, tanta violenza, e ci sono sempre state. Una negatività che potrebbe portare al fatalismo e all'indifferenza e che invece diventa stimolante se non resta fine a sé stessa ma al contrario innesca un desiderio di azione condivisa, di partecipazione. È questo ottimismo dell’azione e della solidarietà che il 25 aprile ha a lungo celebrato: una festa della liberazione dall'oppressione,  ma soprattutto dalla rassegnazione, dal conformismo, dalla paura di cambiare davvero. Una festa di cui abbiamo disperato bisogno.

Wednesday, April 22, 2015

RENZI, MUSSOLINI E IL PRINCIPE AZZURRO

"Nella narrazione renziana c’è l’idea del principe azzurro che arriva e che risolve gli incantamenti malefici di cui è prigioniera l’Italia..... 
Il cattolicesimo di Renzi, non è né quello della presenza né quello della mediazione. C'è solo il movimentismo ciellino, fatto di affari e potere. Altro che DC, Renzi è la fine della questione cattolica..... 
Con Renzi le assemblee parlamentari sono ridotte a organi di acclamazione. Il meccanismo della mediazione è azzerato. Le forze sociali sono emarginate, i corpi intermedi non esistono più. E’ la democrazia dell’autorappresentazione, come dice Damilano....   
E’ la smentita di ciò che era stato l’Ulivo. Il Pd diventa un partito osmotico, in cui opera il trasformismo consociativo (vedi Gennaro Migliore, passato da Sel al Pd e ora primo difensore della riforma elettorale fino a ieri criticata). Anche sul tema della legalità il criterio che prevale è la discrezionalità..... 
Nel giovanilismo renziano è in primo piano la categoria della bellezza, non quella della riforma morale. Dalle barzellette di Berlusconi si è passati alle battute di Renzi. Il suo italiano “novo” è l’italiano del tweet..... 
Il Pd di Renzi è un partito pubblicitario, che comunica ma non argomenta, un partito del comando, mono-personalizzato. Un partito che recupera la dimensione dell’arci-italiano, che degli italiani riproduce i vizi invece di correggerli. Un partito che ha satellizzato gli alleati.... e che esige fedeltà e obbedienza". 
 "Italiani!!! Combattenti di terra! Di mare! Dell"aria!"  
A volte ritornano.

Sunday, April 19, 2015

MEDITERRANEO TRA STRAGE E FOLLIA

I morti nel Mediterraneo non sono un'emergenza, ma la conseguenza di scelte scellerate, ciniche, totalmente prevedibili e ritenute (evidentemente) collaterali per la difesa di certi interessi.
Nulla accade per caso, andiamo. 
Gli USA con la complicità di tutto l'occidente hanno destabilizzato tutto il Medio Oriente. Sconquassato l' Africa. Creato un caos mondiale inimmaginabile e fuori controllo. Armato gli islamisti. Destituito regimi "amici" come in Libia, in Irak, in Egitto, lasciando campo libero agli integralisti islamici. 
Quello che accade nel Mediterraneo è la conseguenza di una politica estera demenziale che si continua a sostenere come se nulla fosse. 
L'Europa militarmente non esiste, mentre ogni stato singolo europeo conta come il pisello di un moscerino dentro il sedere di una balena. 
I nostri interessi non coincidono con quelli americani: né in Ucraina; né in Asia; né in Africa: perseverare su questa strada, non portare a compimento il progetto di unificazione politica europea, mentre di nascosto si definiscono accordi commerciali devastanti (come il TTIP) a vantaggio delle multinazionali, è pura follia.

SPECULAZIONE EDILIZIA

La speculazione edilizia ha cambiato radicalmente il nostro Belpaese. Il territorio non è più né città né campagna, ma è la promiscua mescolanza di questi due ambiti, così nettamente distinti, invece, nell'archetipo della bella città italiana. 
L'estrema frammentazione degli insediamenti, consuma grandi estensioni di territorio a bassa intensità abitativa. I centri storici si svuotato, mentre si consuma la campagna. 
La struttura territoriale è fortemente dissipativa di energia, inefficiente e costosa per la gestione dei servizi pubblici (per questo spesso ne è priva) e del tutto dipendente dell'uso dell'automobile. 
È questo il verso del nostro "sviluppo". 
Le nostre città si stanno fondendo attraverso una sequenza costante di centri commerciali, ipermercati, grandi catene e grandi outlet, piccoli agglomerati di case dal colore giallo piscio: non-luoghi che hanno le caratteristiche di contenitori anonimi e senza identità, zone vuote di senso e di storia, spazi decadenti e a volte spettrali che hanno trasformato il territorio invadendo il paesaggio senza criterio e senza gusto.

Friday, April 17, 2015

NON È UN "FALSO PROBLEMA "

Balzani dice: siccome questa classe politica non ha alcuna intenzione di usare la propria quota azionaria per controllare HERA, (perché non l'ha mai fatto), tanto vale venderla tutta e puntare alla proprietà delle reti. 
Dico io: e chi ci dice che poi andrà a finire così? Sappiamo bene che in molti casi le reti sono state vendute. Non è un falso problema, ma un GRANDE PROBLEMA. GIGANTESCO. IL PROBLEMA. 
Persino negli USA, la patria di Reagan e del liberismo selvaggio, la gestione dell'acqua è prevalentemente pubblica, come pure in Germania e buona parte d'Europa: è il colmo che proprio nella patria del comunismo emiliano, si consumi il sacrificio del bene comune a vantaggio dell'interesse privato.
Nel silenzio colpevole dei media e degli iscritti, la classe politica del PD, con un colpo di spugna cancella la volontà popolare e consegna nelle mani del mercato la gestione dell'acqua. 
E' stato instaurato una sorta di “totalitarismo invertito” dove le strutture economiche controllano i Comuni e dove le persone giuridiche, le aziende, contano di più, molto di più dei cittadini.

FONDATA SULLA CULTURA

Tutte le società, senza eccezione, sono destinate a fallire se non sono tenute insieme da una forza indipendente da economia e da politica e questa forza è di natura culturale. 
Per molti secoli essa è stata la forza della religione, ma oggi in società sempre più secolarizzate e multietnica è la cultura che può creare senso d'appartenenza. 
Per riconoscersi senza conoscersi serve cultura, ossia, una scuola che istruisce e "forma" il cittadino al pensiero critico e libero rimanendo autonoma dall'economia e dalla politica. 
La "Buona scuola" un progetto che vede convergere una certa politica ed economia, è un progetto sostanzialmente anticulturale.

LE IDEE

Le idee, la capacitá critica e di pensiero sono fattori di liberazione : ci liberano dal senso comune, dall'omologazione, dal conformismo e ci rendono capaci di visioni dell'esistenza di cui noi stessi siamo i padroni. 
Per questo la maggioranza le teme: chi pensa diversamente, chi fa uso della libertà, chi osa varcare certi limiti è messo ai margini della vita sociale, fuori dal "cerchio formidabile" della maggioranza, esposto all'indifferenza o tutt'al più alla benevola tolleranza. 
La maggioranza vive sempre nella perpetua adorazione di sé stessa: soltanto gli estranei o un bizzarro coraggio possono fare giungere certe verità fino alle orecchie del capo della maggioranza.

ISTRUZIONE E CALCI NEL CULO

A proposito dell'importanza dell'istruzione diceva Don Milani "ogni parola non imparata oggi, sarà un calcio nel culo che prenderete domani ". 
Distruggere la cultura umanistica, il valore della conoscenza in sé come fa la riforma della scuola, ha proprio questo obiettivo : preparare i giovani a ricevere molti calci nel culo.

Tuesday, April 07, 2015

IL PRINCIPIO DELL A RANA BOLLITA

di Noam Chomsky

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.  
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.  
La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. 
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. 
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone. 
Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta. 
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute. 
I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche. 
Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.
Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!

BONDI

Bondi e la Repetti (sua moglie ) lasciano Forza Italia, per andare con Renzi. Nessuna persona con un minimo di intelligenza politica può credere a questo teatrino tra Bondi e Berlusconi, né alla farsa dello sgretolamento di Forza Italia. Semplicemente Berlusconi non ne ha più bisogno, perché c'è Renzi a dare continuità al programma berlusconiano. Ora però il suo erede politico potrebbe avere qualche problema in Parlamento per mano della minoranza PD che minaccia una scissione (anche se io non ci credo ). Così, (per si, per no), Berlusconi gli manda in appoggio le sue truppe più fedeli, in modo che possa procedere tranquillo e senza intoppi: sull'Italicum; sullo stravolgimento della Costituzione; ed anche sulle intercettazioni.