Thursday, October 12, 2017

L'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI A SPESE DRI POVERI

I profughi afgani, yemeniti, libici e siriani sono pochissimi. Se l'intervento umanitario riguardasse solo i profughi di guerra, nessuno se ne accorgerebbe. Il fatto è che nel nostro Paese la maggior parte degli immigrati provengono da Marocco, Tunisia, Senegal, Romania, Albania, Moldavia, Cina, India, Pakistan, che come è noto non sono paesi in guerra e nemmeno si trovano in condizione di particolare carestia. 
Gli immigrati di questi paesi non fuggono da nulla tanto che una volta presa la residenza vanno e vengono nel e da il loro paese di origine in modo sistematico e costante a dimostrazione che il loro interesse verso il nostro paese è di mera natura economica, un interesse legittimo, per carità, ma che non c'entra nulla con i diritti umani. 
A loro interessa guadagnare di più e ai nostri imprenditori interessa spendere di meno. A loro interessa il nostro welfare e al nostro sistema economico interessa darglielo, tanto per le imprese è un gioco a somma zero: lo Stato mica preleva più risorse dai più ricchi, anzi, taglia le tasse e mette a disposizione di un numero maggio di poveri quel poco che resta per il welfare. 
È il tripudio del capitalismo e degli interessi dei ricchi a spese dei poveri e per di più con i poveri che si devono anche sentire in colpa, perché vivono nell'inquietudine migratoria ed hanno paura. 
Mi dissocio da questa sinistra irresponsabile che alimenta questo sistema e l'avanzare di fenomeni reazionari che l'allontanano dal comune sentire e dal malessere popolare. Così si alimenta il fascismo.

IL PCI AVEVA CAPITO TUTTO DELL'EUROPA

La principale battaglia del socialismo europeo è abbattere la mistica sull'Europa. Purtroppo la retorica sull'Europa ci fornisce un'idea del tutto mistificata dell'Unione Europea, tra Erasmus, scambi "culturali" e gemellaggi, ma l'Unione vera, quella dei Trattati europei è qualcosa di ben diverso dalla narrazione fantasy e suggestiva che ci viene raccontata.
Piano piano, poco poco, un tassello alla volta, si stanno dissolvendo tutti i principi sui quali si basa la nostra Costituzione. Una dissoluzione ottenuta col MEC, con lo SME, con i Trattati di Maastricht e di Lisbona e poi con l'euro, tutte scelte che messe una dietro l'altra ci hanno ridotto al punto in cui oggi possiamo solo alzare le mani e recitare impotenti: " ce lo chiede l'Europa ". 
Il fatto è che abbiamo perso la nostra sovranità politica e monetaria. E non è successo per una svista, ma per scelte politiche ben precise. 
Nel 1957 il PCI aveva capito benissimo cosa fosse il MEC e votò contro la rattifica del Trattato di Roma spiegando punto per punto i motivi per cui il MEC non fosse cosa buona per i lavoratori e la gente comune. 
A leggere oggi l'unità del 1957 si respira a pieni polmoni la lotta di classe e la specifica collocazione del PCI in questa lotta. Si capisce insomma da che parte sta il PCI e che cosa significhi essere di Sinistra.

IL POTENZIALE ELETTORE DI SINISTRA

Per interrompere questa deriva oligarchica e ultra liberista e rientrare nei ranghi della Costituzione occorre sostituire questa classe dirigente e portare la Sinistra al comando. Per portare la Sinistra al comando la domanda non è: " cosa vuole la gente di Sinistra?" (giacché si tratta di una minoranza borghese, colta e prevalentemente benestante), ma è: "quali sono gli interessi del proprio ceto di riferimento ossia di quella parte sociale che rappresenta il proprio potenziale bacino elettorale?" 
Ci sono milioni di persone che stanno aspettando che qualcuno li rappresenti in Parlamento e si occupi dei loro interessi. Stiamo parlando di disoccupati, operai, braccianti, impiegati, piccoli bottegai e artigiani, contadini, camerieri, muratori, insegnanti delle scuole dell'obbligo, ecc., insomma di quel ceto che ha perso il lavoro, oppure lavora, ma con il proprio stipendio, tra la casa, i figli ed i genitori anziani, arranca ed è sommerso da mille preoccupazioni a cominciare dalla paura di perdere il lavoro. 
Ecco, il primo interesse del potenziale elettorato di Sinistra è il lavoro: un lavoro stabile, adeguatamente retribuito e con giusti diritti per se e per i propri  figli. 
Il potenziale elettore di sinistra chiede sicurezza, chiede di vivere in un mondo pulito e ordinato dalla legge, dove chi non la rispetta viene punito: vuole vivere in uno stato di diritto che garantisce il rispetto della legge e la certezza della pena. Vuole uno Stato che protegga le persone perbene non che tratti gli onesti da coglioni. 
Il potenziale elettore di sinistra chiede sanità, chiede welfare, chiede ospedali pubblici che funzionano, una mano per provvedere alla cura dei propri genitori anziani, una scuola che garantisca ai propri figli la stessa istruzione che può permettersi il figlio dell'avvocato. 
Il potenziale elettore di sinistra chiede una casa che costi il giusto prezzo e che non venga giù alla prima scossa di terremoto o che si allaghi al primo temporale. 
Il potenziale elettore di sinistra chiede una pensione equa e dignitosa al raggiungimento della giusta età. 
Il potenziale elettore di sinistra vuole pagare le tasse, ma in proporzione al proprio reddito e non pagarle anche per i ricchi che non le pagano. Il potenziale elettore di sinistra pensa sia giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri e non il contrario. 
Ecco, io penso che se la Sinistra si presentasse con un programma del genere ed utilizzasse un linguaggio comprensibile, vincerebbe le elezioni.

OSKAR LAFONTAINE

La Linke con il 9.2 % dei consensi e circa 4.3 milioni di voti ha ottenuto il suo secondo miglior risultato elettorale di sempre in una elezione per il Bundestag. E questo in un contesto che a causa della forte crescita di AfD e dell’elevata partecipazione elettorale era sicuramente piu' complesso rispetto al 2013, quando la Linke ottenne l'8.6% e circa 3.75 milioni di voti. Il partito avrebbe quindi tutte le ragioni per essere soddisfatto di questo risultato. [...] 
Nonostante il risultato positivo, la Linke ha dei buoni motivi per riflettere sul voto: solo l'11% dei disoccupati l'ha sostenuta - meno della SPD (23%), di AfD (22%) e dell’Unione (20%) e poco piu' della FDP e dei Verdi - e solo il 10% fra i lavoratori l’ha votata (Unione il 25%, SPD il 24% e AfD il 21%). Solo il 2% in piu' della FDP, che è stata votata dall'8% dei lavoratori. 
La chiave per capire questa mancanza di sostegno da parte di coloro che si trovano nella parte piu' bassa della scala dei redditi deve essere cercata senza dubbio in una"politica dei rifugiati" sbagliata. E‘ un’accusa che non riguarda solo la Linke, ma tutti i partiti finora rappresentati al Bundestag, perché con le loro risposte al problema globale dei rifugiati, nei fatti hanno trascurato le istanze di giustizia sociale. 
E questo in due modi: il principio della giustizia sociale ci chiede di aiutare coloro che maggiormente hanno bisogno. Non si puo' scaricare tutto il peso dell'immigrazione, come  ad esempio la maggiore concorrenza nel settore a basso salario, l’aumento degli affitti nei quartieri piu' popolari e le crescenti difficoltà nelle scuole con una quota sempre maggiore di studenti con scarse competenze linguistiche, proprio su coloro che già ora sono i perdenti a causa della crescente disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e della ricchezza. L'esperienza in Europa ci insegna che quando questi elettori non si sentono piu' rappresentati dai partiti di sinistra, votano sempre di piu' per i partiti di destra. 
La violazione del principio della giustizia sociale è ancora piu' grave se si tiene conto di quali sono le persone che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla malattia. Solo una minoranza riesce a mettere insieme diverse migliaia di euro con i quali poter pagare i trafficanti di uomini per poter arrivare in Europa e soprattutto in Germania. Milioni di rifugiati di guerra vegetano nei campi profughi, milioni di persone non hanno alcuna possibilità di lasciare la propria patria a causa della fame e delle malattie. Senza alcun dubbio si potrebbero aiutare molte piu' persone se i miliardi spesi dallo stato per migliorare il destino dei piu' poveri al mondo fossero utilizzati per rendere piu' facile la vita nei campi profughi e per combattere la fame e le malattie nelle regioni piu' difficili. E se i miliardi spesi per gli interventi militari e il riarmo venissero utilizzati per aiutare le persone piu' povere del mondo, allora avremmo la possibilità di fare delle cose davvero buone.  
La "politica dei rifugiati" della "Cancelliera dei rifugiati" Merkel,giustamente punita dagli elettori, era completamente inverosimile, perché la sua presunta empatia verso i profughi di guerra non le ha impedito di consegnare armi ai Jihadisti tramite gli emirati del golfo e di partecipare a quegli stessi bombardamenti in Siria che hanno poi obbligato molte persone a fuggire all'estero. 
Un partito di sinistra quando aiuta le persone in difficoltà non puo' ignorare il principio della giustizia sociale. E per quanto riguarda le controversie interne al partito basta dare uno sguardo ai risultati delle elezioni: chi trova cosi' poco sostegno fra i lavoratori e i disoccupati (nel 2009 le cose erano messe diversamente) deve iniziare a riflettere sulle cause. E non serve a molto il continuo riferimento ai ceti urbani - ai quali per quanto ne so io appartengono anche i lavoratori e i disoccupati - che stranamente viene sempre utilizzato come alibi da coloro che durante la campagna elettorale nei centri urbani finiscono per parlare tutt'al piu' davanti ad una manciata di persone

Thursday, October 05, 2017

CATALOGNA 5

 Tuo figlio di 5 anni ti ha detto che vuole andarsene di casa e vivere da solo.  E tu gli hai spiegato che non si può, che lui può già fare tante cose, ma quella no, e lui ti ha risposto che lo farà lo stesso. Allora tu gli hai detto: "guai a te se lo fai" e lui un giorno è scappato di casa lanciandoti la sfida. Beh, non si può poi lamentare se ha preso una sberla. 

Non comprendo come si possa sostenere che quella sberla sia un atto inaccettabile e che tu avresti dovuto permettere al bambino di fare come gli pare e poi all'indomani metterti a trattare con lui e concedergli il diritto di dormire fuori casa dal mercoledì alla domenica. Se tu hai sbagliato è stato nel non avere spiegato molto bene a tuo  figlio la gravità di una fuga da casa da parte di un bambino di 5 anni e quali sarebbero state le eventuali conseguenze di una sua disobbedienza.

Non capisco come si possa pensare che la democrazia possa reggersi sul principio che infrangere le regole si può e conviene. 

Conviene essere mafioso, perché  lo Stato ti proporrà una trattava. 

Conviene non pagare le tasse, perché lo Stato ti proporrà un condono. 

Conviene costruire una casa abusiva, perché lo Stato ti proporrà una sanatoria o ti garantirà una casa sostitutiva in caso di demolizione. 

Conviene occupare una casa, perché lo Stato ti garantirà una casa sostitutiva in caso di sgombero. 

Conviene non pagare i creditori, perché lo Stato ti processerà dopo 10 anni, quando avrai fatto sparire i tuoi beni. 

Conviene puntare alla secessione, perché lo Stato scenderà a patti con i ribelli e gli concederà l'autonomia che pretendono. 

Trovo terribile che si confonda la legittimità della forza di un governo democratico, con le violenze di una dittatura. Se la democrazia non è in grado di difendere il proprio ordinamento, la propria Costituzione,  il principio di legalità che è il cardine dello stato di diritto, non potrà sopravvivere. Perché sia chiaro: a nessuno piace la forza, ma giacché la democrazia è costata una guerra mondiale, una guerra civile e milioni di morti, non si può lasciarla morire sulla base di una resistenza ideologica all'uso della forza. A volte il "bene" va ottenuto e poi difeso con la forza. E' la Resistenza che ce lo insegna.

CATALOGNA 4

Diciamo piuttosto che la Spagna è uno dei paesi cosiddetti PIIGS finiti nel tritacarne delle politiche di austerity europee: sono arrivati i tagli e gli annessi e connessi delle politiche liberiste di Bruxelles, la popolazione si è molto impoverita, in tanti hanno perso il lavoro, i diritti sono stati cancellati e la regione più ricca della Spagna pensa di ritrovare il perduto benessere dichiarando guerra alla Spagna che diciamolo, come l'Italia e la Grecia ha le mani e i piedi legati ed è tenuta sotto scacco dai propri creditori avendo perso la sovranità monetaria.   Se la Sinistra non capisce che il problema è questa l'Unione Europea; sono i Trattati europei; è una moneta al di fuori del controllo degli stati; è un mostro giuridico che non ha al centro i cittadini, ma il mercato, non ha senso di esistere.

CATALOGNA 3

Dividi et impera: è il sogno del capitalismo e di questa Europa che lo serve. 
In questi giorni si era avanzata l'ipotesi che il gesto eversivo della Catalogna fosse una reazione a questa Europa della finanza per chiedere più democrazia. Nulla di più lontano da questo. 
La Catalogna ha attuato appieno la politica d'austerità e dei tagli sociali, è ultra liberista, è per l'euro, ha fatto un giuramento di servile fedeltà all'UE ed ha subito chiesto una mano Bruxelles, un riconoscimento politico che in tanti gli vorrebbero dare se non ci fosse il problema della Spagna. 
 er questa Europa tutta al servizio del mercato, gli Stati nazionali sono il problema. L'Europa disgregata delle regioni sarebbe la strada maestra per portare a termine la costruzione del mostro eurista tutto tarato sul mercato e sui dogmi dell'ideologia liberista e dell'austerity. 
Chi vuole davvero opporsi a quel mostro antidemocratico e antisociale ha davvero molto su cui riflettere (ma intanto potrebbe leggersi i Trattati e guardarsi PIIGS).

CATALOGNA 2

Come una cartina tornasole, la questione catalana mostra l'allergia degli italiani al rispetto delle regole, onde per cui per quei milioni di statisti che ieri si sono scatenati, di fronte ad una palese violazione della Costituzione e dell'ordinamento democratico, lo Stato non deve rispondere con fermezza, ma graduare il proprio intervento secondo una gamma infinita di sfumature di grigio, perché si, ma, però, è la solita vecchia storia: chi rispetta la legge e chi cerca di farla rispettare, è un bruto o un coglione.
Al netto del giudizio su Rajoy che non mi piace e che non mi è mai piaciuto, ritengo che la classe dirigente catalana abbia tutta la responsabilità di quello che è accaduto e che accadrà in Spagna. Se l'indipendenza della Catalogna vale il rischio di una guerra civile, che i catalani abbiano il coraggio di combatterla.