Friday, February 23, 2007

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Mi scuso per prendere a prestito il nome di uno spettacolo televisivo, ma quanto è accaduto mercoledì in Senato non potrebbe essere definito in modo più appropriato.
E' chiaro che qualcosa negli ingranaggi dei partiti non ha funzionato. Il sistema dei capigruppo che dovrebbe rendere "aderenti" i propri senatori ha fatto drammaticamente flop, ed il Governo è caduto nelle più geniali delle imboscate parlamentari.
E pazienza se D'Alema è un presuntuoso che si è permesso di sfidare con la solita spocchia boriosa la dissidenza pacifista. Pazienza se non avrà magari fatto niente per mostrargli la più ipocrita e dovuta considerazione. Pazienza per tutte le frizioni ideologiche e di principio che covavano striscianti. Questa volta chi ha fatto mancare il proprio voto NON ha attenuanti.
Si è compiuto un atto irresonsabile, consegnando ancora una volta la sinistra nell'ombra grigia del tradimento politico. Proprio alla vigilia del clamoroso sgambetto al Governo a cui si stava per assistere ad opera di Mastella e dei teocom della Margherita. Una debacle che avrebbe messo il "centro" in forte imbarazzo e sortito l'effetto di blindare forse il documento sui DICO. L'esatto contrario di quello che si è ottenuto con questo capolavolo politico. Non riesco ad immagnarmi davvero qualcosa di più strategicamente imbecille e positivo per l'opposizione.
Berlusconi ringrazia per il regalo inatteso. L'elettorato di sinistra presenterà il conto alla prima occasione, questa è una certezza. Tutto il resto è sbrodolante retorica.

Friday, February 16, 2007

GUERRIGLIA PACIFISTA

Come tutti ormai avranno appreso dai giornali, si prepara da molti giorni la manifestazione di Vicenza contro l'ampliamento della base Americana, una scelta politco-nazionale, prima ancora che urbanistico-locale, che pone più di un interrogativo sulla nostra collocazione strategica nel panorama della politica estera, senza parlare di come contrasti con quel sentimento pacifista che nel nostro Paese pare essere sempre più assimilato e diffuso.

Ed è proprio su questa questione che saltano agli occhi imbarazzanti e fastidiosi paradossi. Inquieta leggere ed apprendere dai media, che alla vigilia della manifestazione ci si sta preparando ad assistere ad una sorta di guerriglia dagli imprevisti devastanti. Stonano gli allarmi espressi al parlamento dal ministro dell'interno che informa di avere mobilitato migliaia di poliziotti in una città che domani si presenterà blindata, con negozi, uffici e scuole chiuse.

Si legge di riunioni, trattative, diplomazia degli organizzatori con i gruppi partecipanti, per cercare di scongiurare violenza urbana, bandiere incendiate, slogan fuori luogo di imbecilli incappuccati.

E se tutto questo non è allarmismo, o ancor peggio, informazione faziosa e fuorviante, mi domando davvero di quale "pacifismo" siano portatori questi gruppi, che a parole rifutano a priori la guerra, "senza se e senza ma", ma nei fatti si rendono spesso protagonisti di quella guerriglia pacifista che rappresenta un ossimoro dei più raccapriccianti. Un atteggiamento che rende un pessimo servizio all'area "arcobaleno" e alla sinistra in genere e che invece ingrassa le fortune della destra e degli amici di Bush. Già me li vedo ridere e godersela sotto i baffi. Grideranno alla scandalo mentre incasseranno i frutti di un indegno spettacolo che farà perdere all'Unione credibilità e consenso.

Wednesday, February 14, 2007

FOIBE

L'altra sera, ho assistito organizzata dal mio Comune, ad una lezione storica sulle foibe e dagli interventi stizziti di alcune persone presenti, ho capito una cosa.

I comunisti, sono più disposti a riconoscere gli errori e gli orrori perpetrati. Nella convinzione ideologica di essere stati, magari, dalla parte giusta, hanno pur sempre una loro umanità, una loro coscienza, una loro capacità di mettersi in discussione per intaprendere un percorso di riappacificazione civile.
I fascisti no. Tale è tanto l'odio e il livore nei confronti dei "nemici", che reagiscono alle foibe con una presunzione di innocenza e un tale vittimismo che lascia di stucco, quasi che le brutalità del fascismo e della shoah non fossero mai esistite. Si sentono persegiutati dalla storia, dimentichi degli orrori e delle cattiverie di cui sono stati capaci.
Ho visto il fuoco dell'odio nei loro occhi, lo stesso sguardo carogna di cui mi parla mia madre quando mi racconta della guerra.
In questo senso la penso come gli storici Camera e Fabietti. Sbrigative e discutibiliti sovrapposizioni, ora di moda nei talk show, non le capirò mai.

Sunday, February 11, 2007

ALLA CORTE MEDIATICA DI MOLTI IMBECILLI

Da alcuni anni si assiste sui media a svariati dibatiti sulle unioni tra i gay e devo davvero dire che in molti casi c'è proprio da accaponare la pelle. Mi convinco ogni giorno di più che il mondo è pieno di "pseudo- intellettuali" deficienti, pieni di pregiudizi e di arcaici tabù.

Si sentono tali e tante stronzate che metterle in fila è praticamente impossibile.

Prevale dalla parte dei detrattori una convinzione su tutte: l' idea che la natura abbia codificato la "famiglia" sull'ideale cattolico, un' interpretazione ideologica che nel regno naturale trova molteplici smentite.

La ragione, l'osservazione empirica  ci portano innanzi tutto ad affermare che esiste la propensione sessuale del maschio a riprodursi attraverso la ricerca istintiva di più femmine. Lo sanno bene i molti giornalisti maschi che spesso in rubriche di costume si affannano a giustificare il tradimento dell'uomo con queste argomentazioni di carattere antropologico. Poi c'è l'incesto, che tutti sappiamo essere qualcosa di presente nel regno naturale, ma diventato tabù per effetto di categorie culturali che gli hanno attribuito un valore socialmente deplorevole e assolutamente inaccettabile. Poi ci sono i comportamenti omosessuali, più marginali, ma naturali come quelli etero. E ancora, ovviamente, la natura ci riserva molto altro, ma una cosa è la pedofilia e tutt'altra cosa sono due persone dello stesso sesso che si amano e desiderano vivere insieme, pretendendo dallo Stato,  gli stessi diritti e doveri riservati alle persone etero.

E' la cultura che codifica i comportamenti umani, che li seleziona e gli attribuisce un suo valore sociale. Siamo quello che siamo per effetto di una stratificazione culturale millenaria e non certo per effetto della natura.

Si insiste con queste prediche papali, ma credo sia giunto il momento di dire basta alla prepotenza del clero che pretende di imporre la propria idea di società secondo categorie culturali che si ispirano alla leggenda e utillizzano allegorie e miti di stampo medievale.

Non è più ricevibile l'idea clericale che i gay debbano essere rinchiusi in recinti culturali, tollerati, ma non inclusi tra i destinatari dei diritti sociali.

Il mio rispetto per la libertà permette quasi tutto. Ma non che si scomodi la natura per sostenere deliranti "verità" ad minchiam raccontando una serie infinita di balle sulle "leggi naturali".  Ma quali leggi? Così si offende l'intelligenza e la dignità di molti italiani.

Le unioni omosessuli  trovano la loro opposizione nella cultura, nell'ideologia e nel  pregiudizio.

Sono un'ossessione religiosa, una bega economica e una grana politica.

La santa sede ha scelto di stare con i poveri, ma picchia duro sui  gay. Ormai si è capito. L'obiettivo è uno solo: frantumare l'ala sinistra PD per riportare sul trono il potere democristiano.

Thursday, February 08, 2007

L'AFFONDO DI VERONICA

Non voglio pensare che anche la signora Berlusconi abbia cercato la banale spettacolarizzione della sua vicenda matrimoniale.
Voglio invece credere che questa lettera volutamente pubblica rappresenti un atto politico, un' iniziativa velenosa con la quale Veronica mette a nudo il marito sulla sua reale vocazione per la famiglia e ne evidenzia tutte le sue volgari contraddizioni.
In Italia si sa, tra i tanti difetti della politica, c'è un pregio eccezionale. Nessuno indaga morbosamente sulla vita privata dei politici e questo apprezzabile pudore è ricambiato con spudorata ipocrisia: molti sono separati, molti sono accompagnati e molti sono gay. Ma guai a parlare di unioni alternative al matrimonio, l'argomento è per la maggioranza di loro un tabù.
Alla politica e alla Chiesa non è richiesta coerenza nei comportamenti e pare che di questa libertà di costume sia Montecitorio che la Santa Sede ne facciano prezioso tesoro.
Il risultato è un teatrino desolante che ci colloca civilmente alle soglie del Medioevo.
E' perciò una luce nella notte la signora Veronica che a sorpresa ricorda a tutto il Paese che il marito è un ridicolo farfallone, uno che discredita la dignità della moglie per corteggiare ogni sottana che incontra, insomma un bugiardo, uno che predica bene e razzola tra le curve mozzafiato delle veline tv. Un nonno "play boy" che tutto può fare tranne che dare lezioni al Paese sul significato di famiglia.