Thursday, October 18, 2007

DANIELE LUTAZZI E LA POLITICA

All'indomani della minifestazione del V-Day, Lutazzi prende carta e penna per scrivere sul sito di Micromenga che le proposte di legge avanzate da Beppe grillo fanno "acqua da tutte le parti". Mi permetto di dissentire e spiego, perchè, precisarnandone alcuni aspetti da lui richiamati.

Innanzi tutto l'idea che l'esperienza parlamentare potrebbe rappresentare per la democrazia un bene prezioso. Può essere, ma non abbiamo ancora avuto modo di sapere come sarebbe stato il nostro Paese se ci fosse stato maggiore ricambio della classe politica. Laddove questo ricambio esiste, si registra una maggiore efficienza dell Stato e si respira molta più legalità.

Lutazzi poi sostiene che essere stati condannati potrebbe non costituire una pregiudiziale per l'elezione e metterebbe nelle mani della magistratura un potere politico improprio. E' un rischio, ma voglio ricordare che se un semplice cittadino volesse partecipare ad un concorso pubblico dovrebbe presentare una fedina penale immacolata. Allora la domanda che i cittadini si pongono è: se a chi è stato condannato gli è precluso di fare il bidello, come è possibile permettergli di fare il deputato?

Sulla legge elettorale, che concordo, "non risolve la pochezza umana", non c'è manuale di scienza della politica che non additerebbe una legge proporzionale senza possibilità di preferenza (quella attualmente in vigore) come un aberrazione. Perchè a ben pensarci, 10 segretari che decidono di piazzare chi vogliono sono la fotografia di una oligarchia cammuffata e non di una democrazia. La cosa paradossale è piuttosto che si debba chiedere a gran voce una legge per ridare ai cittadini il diritto di scelta.

Chiudo, riflettendo sulla sciocchezza ribadita da molti giornalisti anche illustri, di pensare che i 300.000 nelle piazze fossero "beduini" alla ricerca del proprio "guru". Niente di più lontano dalla realtà.
Domenica Prossima, REPORT approfondirà l'analisi dei sitemi politici degli altri Stati dell'Unione. Sarà interessante vedere il nostro Paese al confronto con l'Europa.
LA MILANO DA BERE, MA NON DA IMITARE

Una banale segnalazione di evasione diffusa alla redazione di REPORT

Gentilissima Redazione,
innanzi tutto vorrei complimentarmi per l'illuminante puntata dedicata ai derivati finanziari. Come cittadina ed anche come dipendente di un Ente Locale sono rimasta sconvolta da quanto documentato dalla puntata di domenica scorsa. Confesso che non conoscevo neppure l'esitenza di questi prodotti venduti dalle banche e molto probabilmente ne sarei rimasta all'oscuro se non aveste affrontato Voi questo argomento. Perciò grazie per il bel programma giornalistico che fate e che spero continuiate a fare, nonostente, immagino, le molte difficoltà che un programma come questo debba costantemente affrontare.
Report è e rimane l'unica trasmissione televisiva per la quale valga ancora la pena pagare il canone RAI.
Fatta questa premessa che sentivo davvero doverosa, passo all'argomento che vorrei segnalarvi: l'evasione fiscale.
Mi pare francamente incredibile che nella città di Milano, nessun ristorante rilasci MAI la ricevuta fiscale. Anche in Romagna, dove io abito, questo illecito esiste, ma è meno spudorato. A Milano, dove capito ogni tanto, i ristoranti che rilasciano la ricevuta sono l'eccezione. La prassi è consegnare un foglietto praticamente identico che però è solo un preconto senza rilevanza fiscale. Nulla a che vedere con la ricevuta che i ristoratori sarebbero obbligati a rilasciare. Tale situazione mi è stata confermanta anche da un amico, anche lui romagnolo, che a Milano ci abita e che sistematicamente si vede recapitare al tavolo del ristorante questo preconto.
Lo scorso week end dopo l'ennesima omissione, abbiamo telefonato al 117 per fare la segnalazione. Ghiaccio puro sul collo. Per riassumere il senso della telefonata, il cittadino che si trova di fronte a questa situazione, deve recarsi presso gli uffici della G.F. e fare una denuncia ufficiale. Cioè, deve investire un pò del suo tempo ed esporsi in prima persona. Ovviamente capisco che vadano seguite delle procedure di denuncia standard, ma sinceramente non ho avuto l'impressione che l'interlocutore, (un pubblico ufficale), abbia evidenziato apprezzamento per lo sfrorzo civico di un cittadino che denuncia, seppur anonimamente, una situazione di illegalità. Indigna infatti che non ci abbia nemmeno invitato a presentare un esposto, definito come una "possibile" e non "doverosa", opzione. Ho avuto l'impressione che le azioni di deterrenza nei confronti di questo tipo di evasione, siano, nella metropoli lombarda pressochè inesitenti.
Sarebbe interessante un approfondimento su questa piaga sociale che sottrare alle casse dello Stato miliardi di euro.
Grazie dell'attenzione.
Buon lavoro.