Sunday, April 25, 2010

DI FINI NON MI FIDO

Di Fini non mi fido. Ha cambiato idea troppe volte passando dall'apologia del fascismo al definirlo "il male assoluto".

Me lo ricordo ancora da Costanzo mentre sosteneva che non fosse opportuno che un uomo omosessuale facesse il maestro di scuola elementare: a me il dubbio sulla sua conversione alla cultura liberale, rimane.

Oggi guarda al conservatorismo europeo più evoluto, alla Merkel, a Chirac: anche a me piacerebbe che la destra italiana prendesse questa forma, ma credo che Fini non abbia, nè la levatura intellettuale, nè le palle per prendere davvero le distanze da Berlusconi e fondare quella destra italiana che aveva in testa anche Indro Montanelli.

Sperare su Fini è davvero un gesto politicamente disperato, l'ennesima testimonianza di una debolezza politica tutt'altro che superata a sinistra.

Non credo che vedremo gesti clamorosi da parte del Presidente della Camera, anche se perepisco che dietro questa sua audacia inattesa ci sia una cabina di regia occulta che sta mettendo in atto manovre politiche al momento (per me) indecifrabili.

Non so se Fini sia il cavallo giusto per queste manovre, ma rimane il fatto che se (miracolosamente) si formassero le condizioni politiche (e parlamentari) per dare a B il colpo di grazia finale (legge sulle TV, legge sul conflitto di interersse, legge elettorale), tutto l'arco parlamentare che ha a cuore la nostra democrazia non potrebbe che rispondere con entusiamo.

Sognare è lecito, ma sprere che Fini ci tolga le castagne dal fuoco è pura follia.

Tuesday, April 20, 2010

LA PAGLIUZZA E LA TRAVE NELL'OCCHIO DI ADRO

Sarà per il ruolo che mi trovo a svolgere in Comune, un posto alla pubblica istruzione che fa si che conosca molto bene la materia delle mense scolastiche; sarà per il retaggio culturale che ancora mi attanaglia, quell'idea "brezneviana" dei diritti per la quale dio vede e lo Stato provvede; sarà per la mia pulsione marxista, quella voglia di giustizia proletaria che mi porta a stare sempre con chi non si sa "che viso avesse e neppure come si chiamava"; o sarà per quell'indole cristiana che per quanto mi sforzi di negare non riesco più a rimuovere: ma quando ho sentito al TG la notizia dei bambini di Adro lasciati a pane e acqua, perchè la famiglia non aveva pagato la mensa scolastica, mi è salita la carogna.

Il problema della mancanza dei pagamenti dei servizi pubblici esiste e non più certo essere liquidato con quella sorta di buonismo peloso per cui, di chi non paga, si dice sempre: "poverino". A volte è così, a volte no. L'evidenza empirica ed il dato statistico portano ad affermare che qualcuno approfitti del sistema.

Detto questo, (lo capisce anche il gatto), la rivalsa materiale sui bambini è una scelta amministrativa inaudita, dettata da una cattiveria ringhiosa, razzista, che non ha davvero più remore: di fronte a situazioni di questo genere, ci si rivale sempre e comunque sui genitori e per nessun motivo al mondo si scaricano sui figli le inadempienze dei padri, specie se si tratta di bambini di scuola materna.

Questo è l'ABC del buosenso, prima ancora che di una sana attività amministrativa: vorrei vedere in faccia quel funzionario del Comune che ha scritto e poi ha firmato la lettera di sospensione del servizio.

Intristisce il consenso che questa decisione ha ricevuto e fa capire che la questione di Adro è culturale e non certo burocratica.
Per fortuna che qualcuno non c'è stato. A rompere l'armonia di una città tutta schierata col suo sindaco, ci ha pensato un anonimo benefattore che ha mandato al Comune i soldi per rilevare il debito insieme ad una lettera meravigliosa.

Che sia vera o fasulla poco importa: quella lettera è un vero calcio nelle palle alle coscienze di tanti ipocriti e dice tante verità sulla cultura "c-a-t-t-o-l-e-g-h-i-s-t-a" dei predicatori del Nord.

L'autore si è fatto davvero un bel regalo, il più bello, il più desiderabile per una persona perbene: smascherare il falso moralismo dei farbutti. Una soddisfazione che, dice l'autore, non ha prezzo, anche perchè dalle reazioni scomposte e stizzite, pare proprio che il messaggio sia stato ricevuto.

Di seguito il testo della lettera: merita devvero una lettura.


Io non ci sto
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:

- Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi.

Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino.)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

Saturday, April 17, 2010

TOC TOC.....PD, SE CI SEI, BATTI UN COLPO

Da quando è stato costituito il PD, l'agenda politica del partito viene dettata da Berlusconi o dalla santa sede.

Berlusconi tiene banco da decenni con i soliti cazzi suoi ed il PD lo insegue con una costanza senza senso: oggi si parla solo di riforme costituzionali, di mettere mano alla nostra Costituzione (tra le più apprezzate nel mondo occidentale), perchè a Berlusconi il potere che ha non gli basta, ne vuole di più, vuole maggiori poteri per il Premier e sancire con riforma costituzionale una nuova forma di governo autoritario, un pasticcio giuridico in salsa federale sul quale ha messo becco anche la "Trota".

L'immunità giudiaziaria non gli basta, nè gli basta avere svuotato il Parlamento dei suoi poteri legislativi e di controllo, nè si accontenta di dominare il "quarto potere": giornali, TV, cinema, editoria. Vuole di più: vuole incoronarsi imperatore, e vuole che sia il popolo italiano a farlo.

E il PD? Invece di sbattergli la porta in faccia e dirgli che delira, tentenna, farfuglia teneri sermoni che dicono più o meno così: "vediamo".

Vediamo?! Scusate, ma cosa c'è ancora da vedere, per rendersi conto della deriva autoritaria e razzista, che sta prendendo il nostro paese? Come si può anche solo minimamente pensare, di mettere mano alla nostra carta costutuzionale, con questo parlamento di "servi" nominati? Se la facciano da soli questa porcata e poi vediamo se passa le forche del referendum: in questo caso non ci sarebbe quorum, i delusi che si sono astenuti due settimane fa, a votare ci andrebbero eccome, la riforma non passerebbe mai. Berlusconi lo sa, conosce bene il rischio, ed è per questo che corteggia il PD: ma perchè Bersani invece di riflettere se dargli o no una mano non lo manda a quel paese?
La democrazia, per essere tale, ha delle caratteristiche ben precise e risponde a delle regole, che farebbero dire a qualsiasi persona di buon senso, che, a queste condizioni, con la cultura giuridica di questo governo e con questo parlamento, la proposta di riformare la costituzione è semplicemente irricevibile. Inutile e irricevibile, punto.

E l'uscita ignobile del cardinale Bertone che associa la pedofilia all'essere gay, come la vogliamo chiamare? E' possible che nessuno all'interno del PD abbia ritenuto di controbattere, indignato, ad un'affermazione così stupida sul piano scientifico e offensiva sul piano della dignità delle persone? E' possibile che qualsiasi deficente possa sparare a zero sui gay senza che nessuno del PD si alzi a dire che certe sciocchezze non sono tollerabili? E invece silenzio. Un silenzio assordante.

Ma dov'è è il PD? Qual'è, se c'è, la sua anima? Quali sono i valori sui quali si basa la propria azione politica? E' questo il nuovo "riformismo" che avanza? Ma che razza di roba è?

Si stanno rimenttendo in discussone tutti i diritti: civili, del lavoro, delle donne, all'istruzione, alle cure sanitarie, all' uguaglianza di tutti i cittadini. Al principio dei diritti universali si sta sostituendo il principio dell'"universalismo selettivo": te si, te no, te si, ma solo un pò. E il PD arranca, completamente in balia dei deliri e della prepotenze di Berlusconi e della Chiesa cattolica.

L'unico organismo politico che ha osato dire qualcosa su questa regressione dei diritti è stata la CGIL, prontamente isolata come un appestato da tutto il PD: cazzo, ma come si fa a tollerare questo strazio?

Come rimpiango il PCI di Berlinguer. Toc toc.......Pd se ci sei, batti un colpo.

Wednesday, April 07, 2010

L'INCIUCIO CHE VOGLIAMO
di Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2010

Qualche mese fa, intervistato da Franco Marcoaldi su Repubblica, il grande intellettuale mitteleuropeo George Steiner denunciava: “Abbiamo perso l’arte di dire ‘no’. No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano, no all’invasione della burocrazia nella nostra vita. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù infantile. C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci. Sono sgomento di fronte all’acquiescenza di tante persone per bene, trasformate in campioni di fatalismo, quasi che protestare fosse diventato inutile e imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo imbarazzo. Purtroppo la famiglia, la scuola e il sistema mediatico inoculano sistematicamente tale virus. Ci predispongono al più totale conformismo. E’ fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo. A partire da quello principale: il fascismo del denaro… Il potere politico è nelle sue mani. Voi in Italia ne sapete qualcosa…”.
Ecco: il fascismo del denaro che ci comanda da almeno 16 anni ha convinto l’opposizione che dire no è disdicevole, disfattista, passatista, e peggio ancora è dirlo in piazza. E’ cosa buona e giusta invece dire sì, mettersi d’accordo, sedersi attorno a un tavolo per scrivere “riforme condivise”. Quali, è secondario. L’importante è sedersi al tavolo, anzi a tavola. Infatti, dopo qualche settimana di polemiche di maniera fra maggioranza e opposizione, strumentali a trascinare ancora qualche elettore alle urne, si ricomincia. Cicchitto chiama a raccolta Pdl, Lega, Udc e Pd per riformare (cioè devastare) la Costituzione, e lo sventurato, cioè il Pd, risponde. Lo fa per bocca di tale Giorgio Merlo, tutto giulivo per la profferta di uno strapuntino al famoso “tavolo” gentilmente offerto al suo partito. Purchè – precisa – il Pd possa “emendare” la proposta della maggioranza. A questo si è ridotta la cosiddetta opposizione: a emendare le porcherie di questa losca destra. Dire no è fuori discussione: “Sarebbe irresponsabile – spiega il Merlo - offrire giustificazioni a chi vuole bloccare tutto, gridare al 'golpe' e alla 'dittatura'. Il Pd, com'è noto, non appartiene a e questa canea”. E bravo Merlo. Conosciamo l’obiezione dei presunti “riformisti”: le regole del gioco si scrivono insieme, altrimenti la maggioranza ha l’alibi per fare da sola.
E proprio qui sta il punto: senza i voti del Pd, il Pdl non può cambiare la Costituzione senza passare per il referendum popolare (senza quorum). Dunque, una volta tanto, il Pd ha diritto di veto. Perché allora non prendere l’iniziativa e, dicendo no a boiate tipo il presidenzialismo e la controriforma della giustizia, sfidare Pdl e Lega a dire sì a una seria legge anticorruzione? Sulla carta, un mese fa, erano tutti d’accordo, poi non se ne seppe più nulla. Ora Berlusconi, per motivi autobiografici, non potrà che dire no, ma leghisti e finiani dovrebbero dire sì. Così Pd e Idv insieme potrebbero regalare al Paese una riforma davvero necessaria e, al contempo, spaccare il centrodestra. Basta copiare il “patto anticorruzione” appena siglato a Madrid dal governo Zapatero e dall’opposizione di centrodestra dopo l'ultima ondata di scandali.
Anzichè attaccare i giudici e abolire le intercettazioni, in Spagna se la prendono col sistema del malaffare e corrono ai ripari con misure concrete: sostituzione dei politici con tecnici nelle commissioni urbanistiche, divieto assoluto di accettare regali, pubblicazione delle retribuzioni e delle proprietà di assessori e pubblici funzionari, sospensione da ogni incarico dei dirigenti finiti in carcere per tangenti. In Italia c’è da fare ben di più, visto che negli ultimi 15 anni la classe politica ha smantellato ogni difesa immunitaria contro Tangentopoli. Nei prossimi giorni Il Fatto proverà a suggerire qualche mossa semplice e concreta. Semprechè, s’intende, Pd e Idv siano interessati all’articolo.