Tuesday, January 29, 2008

PERCHE' VELTRONI HA SBAGLIATO

Per riportare il nostro sistema politico ai livelli minini di democrazia, occorre innanzi tutto fare una cosa: neutralizzare Berlusconi. E' per questo che trovo l'idea di Veltroni di un reciproco riconoscimetro tra PD e FI un'idea senza senso. Berlusconi non è un democratico, tutta la sua azione politica ci dimostra la sua indole populista non molto dissimile da quanto già visto nei regimi dell' America Latina.
Il fatto che Veltroni non abbia ben chiara la natura del suo avversario è un fatto molto grave per un leader politico. Dimostra ingenuità, non acutezza e rischia di fare precipitare il nostro paese in un regime autoritario pressochè irreversibile.
Se si va alle elezioni con questa legge elettorale ci troveremo Berlusconi a Capo del governo e questi userà senza scrupoli la sua posizione per mantenersi al potere. Ce lo ha dimostrato nei cinque anni in cui ha governato e lo farà ancora più scientificamente in futuro, sollevato anche dal fatto che il centro- sinistra, pur occupando tutti i posti istiuzinalmente importanti, non ha fatto praticamente nulla per neutralizzarlo, anzi, per tanti versi gli è stato complementare.
Ciò che si sarebbe dovuto fare subito era la legge sul conflitto di interesse. Poi, a seguire, la riforma della legge elettorale. E questa avrebbe dovuto prendere, non la forma maggioritaria alla francese, ma la forma proporzionale alla tedesca, per dare modo al centro di smarcarsi da Berlusconi e perciò indebolirlo. Che piaccia o non piaccia (e sia chiaro che a me non piace), il contenimento berlusconiano passa per Casini tanto valeva capirlo subito e fare la riforma elettorale che chiedeva anche Montezemolo. A tale proposito questo fatto avrebbe dovuto mettere in allarme più di un democratico: possibile che nessuno abbia ritenuto inquietante che il Presidente di Confindustria prendesse così evidenti distanze dal leader del centro-destra? Guardate che è ben strano.
Il bravo politico pensa all'utile possibile, non all'impossibile anche se idealmente migliore. Capisco anch'io che così facendo si ridà centralità alla "cosa bianca", ma pensiamoci bene, quale è l'alternativa che si prospetta?
Inutile guardare a FI come ad un partito conservatore di stampo europeo, le cose non stanno così. In nessun paese democratico chi fa politica controlla i mezzi di comunicazione o è concessionario di servizi dell Stato, o peggio, ritiene l'attività della magistratura e del parlamento un ingombro al proprio potere. I suoi alleati di destra, più che contenerlo, si sono dimostrati dei cagnolini al guinzaglio, passati dalla Casa del padre del fascismo, alla Villa del padrone. Perciò, parlare di normalizzazione pensando all' alternanza tra PD e FI con queste premesse mi pare francamente uno scenario spaventoso.
Veltroni, il PD e tutta l'Unione avrebbero dovuto capire quale fosse la reale priorità del nostro Paese e avrebbero dovuto agire per arginare il Cavaliere. Prima della politica economica, prima di tutto, c'è la salvaguardia del sistema democratico e dello stato di diritto. Tutto il resto è sottostruttura.

Friday, January 25, 2008

LA RESA DEI CONTI
Devo complimentarmi con Veltroni e con tutti coloro che lo hanno sotenuto, perchè la caduta di Prodi è anche un capolavoro del nuovo PD e del suo "geniale" segretario: Ho sempre pensato fosse poco intelligente, ma non immaginavo quanto.
La vecchia guardia democristriana è già al lavoro per la resa dei conti. Quando si sbagliano uomini, strategie e le più elementari tempistiche politiche alla fine la mazzata arriva.
Abbiamo visto tutti un Berlusconi all' angolo, preso a calci e pugni dai suoi stessi alleati. E Veltroni cosa fa? Invece di affossarlo, gli tende la mano, illudendosi di potere onestamente concordare con lui una legge elettorale tra i due maggiori partiti. Non solo. Pensa ad una legge di stampo maggioritario, possibilmente a doppio turno, una legge che privilegi il PD e FI, ma che penilizzi tutti gli altri. Ecco, al governo Prodi mancava solo questo. Una mossa talmente inopportuna che deve intervenire persino D'Alema per definirla, senza mezzi termini, una proposta sbagliata, fatta in un momento sbagliato, alla persona sbagliata. Proprio una grande stupidaggine.
Ora Veltroni è politicamente un uomo morto, ma lui questo ancora non lo sa. L'ipotesi di un governo di intesa per riformare la legge elettorale è impossibile, non ci sono i tempi e l'ultimo a volerlo è proprio Berlusconi, che l'unica cosa a cui proprio non pensa è restituire la cortesia al sindaco di Roma.
Veltroni dovrà perciò affrontare prima del previsto le elezioni anticipate e dovrà affrontarle smentendo se stesso sull'idea di presentarsi da solo. Un gap iniziale che lo esporrà fin da subuto ad una perdita di credibilità politica difficilmente arginabile.
Comunque riuscirà a venirne fuori, perderà. E perderà male. Franceschini è già pronto, prendere o lasciare, l'alternativa sarà una sissione. I DS in tre mesi hanno già bruciato il loro cavallo, credo che abbiano molto su cui riflettere. Con comodo, ci sarà tempo. Ci aspetta un governo "fascista" di lunga durata.

Wednesday, January 23, 2008

POLITICI SENZA PALLE

Mastella affonda e con lui affonda il Governo non certo senza prima avere avuto la disponibilità di Berlusconi ad accoglierlo nella CDL.
Chi si era si era illuso che le critiche anche dure espresse da Casini e Fini nei confronti di Berlusconi fossero dichiarazioni di persone con le palle ora si dovrà ricredere.
Ho sempre pensato che Fini fosse un grande bluf, un uomo senza tempra e senza idee fortunatamente supportato dal dono della parola, ma devo ammettere che in questo ultimi mesi ho anche ingenuamente creduto di essermi sbagliata.
Chi non ricorda Gianfranco Fini definire le iniziative del Cavaliere delle "buffonate"? Ho ancora nelle mie orecchie il suono della sua voce mentre lo accusa, insieme a Casini di "populismo".
Aveva poi fatto severa autocritica sulla legge elettorale stupendo tutti nel decidere di smarcarsi dalla CDL per promuovere il referendum.
Bene, tutto questo oggi è come se non fosse mai accaduto e dice, smentendo disinvoltamente se stesso "elezioni subito con Berlusconi leader"! Alla faccia della personalità politica.
Politici senza midollo ce ne sono davvero molti, ma trovarne uno così molle da non riuscire nemme a difendere la propria dignità, mi pare francamente impossibile.

Tuesday, January 22, 2008

TOGHE ROTTE

Perchè Tanzi non finirà mai in galera? Anzi: perchè in galera non ci finisce proprio mai nessuno? Per rispondere alle tante le domande che spesso tutti noi ci poniamo, vi segnalo un libro fantastico "TOGHE ROTTE", un testo scritto benissimo che dimostra come si possa parlare seriamente di giustizia con ironica leggerezza.
Ovviamente non c'è nulla da ridere e per quanto la situazione sia già molto chiara, i racconti del libro ci aiutano a capire ancora meglio (se ce e fosse bisogno), anche il lavoro sporco del ministro Mastella, gli applausi per lui in Parlamento, le decisioni del CSM, il processo a Cuffaro, l'ostracismo ambientale nei confronti di De Mgistris e la Forleo. Tutto, ma proprio tutto, alla luce di quanto raccontato, torna. Da non perdere.

Wednesday, January 16, 2008

SI DEVE FARE DI PIU'

Ieri sera mi è venuto voglia di vomitare. Mastella e la moglie sono nei guai con la giustizia e la RAI cosa fa? Prontamente confezione un "Porta a Porta" speciale, per fare ovviamente un tempestivo processo alla magistratura. Politici, giornalisti, opinionisti tutti a difendere Mastella, che in questi ultimi mesi ha fatto per se e per molti di loro il lavoro sporco e adesso, ovviamente, tutti quanti, dimostrano solidarietà e gratitudine.
Mi chiedo quando mai accadrà che in Italia possa vedersi una classe politica in grado di rappresentare, degnamente, le istituzioni. Abbiamo un bisogno immenso di resettare il nostro sistema politico e semmai un giorno questo accadrà, semmai qualcosa arriverà a spazzzare via questo equilibrio di casta, arriverà da fuori, forse con esiti imprevedibili, ma non certo per effetto endogeno di questa classe dirigente.
Io capisco Grillo e capisco Travaglio, quando affermano di non volere entrare in politica, perchè già combattono la loro battaglia di civiltà da altri fronti, facendo, molto egregiamente un altro mestiere.
Ma esistono momenti nella storia di una nazione nei quali l'emergenza democratica e liberale è talmente alta, che ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, e coloro che hanno visibilità nazionale, credibilità diffusa, autorevolezza intellettuale devono fare di più. Non solo per denunciare i fatti, ma per catalizzare i consensi di quella maggiornanza silenziosa che più non tollera questo scempio democratico, il malgoverno diffuso, la corruzione ormai sistemica e dilagante e desidera in parlamento e nelle altre sedi istituzionali persone capaci e moralmente degne di rappresentare lo Stato.

Thursday, January 10, 2008

COMPLICE APATIA ALL'OMBRA DEL VESUVIO

La classe politica italiana è nella norma, indecente, ma quella della Regione Campania, se possibile, è ancora peggio.
Forse può suonare puerile dire" ogniuno ha la classe politica che si merita", ma in questa affermazione banale, ci sta un fondo di inconfutabile verità. Non basta scegliere quello che passa il convento, perchè se il convento propone candidati riprorevoli e indegni occorre organizzarsi con altre forme di rappresentanza e partecipare attivamente alle scelte della propria comunità.
A pari di tante altre realtà locali, la Campania e Napoli hanno bisogno più che mai di una nuova classe dirigente, portatrice di una morale pubblica e di una competenza amministrativa che fino a qui le sono mancate.
Non dubito affatto che possa esistere una classe sociale in grado di rappresentare questo rinnovamento, ma il punto centrale è che invece di alzare la testa, questa classe se ne sta ben nascosta per non dire dileguata.
Durante l'emergenza rifiuti, ciò che si vede ogni giorno sono le dichiarazioni dei soliti politici, scenografie raccapriccianti, autobus incendiati, persone violente e sottotitolate dai TG. E' questa la sola società civile che la Campania è in grado di esprimere?

Thursday, January 03, 2008

STATO DI GRAZIA (MAFIOSA)

La legalità è il potere dei senza potere, e il suo presupposto è la certezza della pena.
Mastella dovrebbe occuparsi dell'amministrazione della giustizia, dovrebbe cercare di risolvere i problemi di tutti quei magistrati che lavorano in condizioni pietose, senza computer, senza scrivanie, senza benzina, senza fotocopiatrice, invece di prendersi a cuore la situazione personale di certi carcerati ecellenti. Condannati per mafia poi.
Siamo arrivati al punto che nessuno si vegogna più di niente, i favori alla mafia rientrano nella prassi di casta e vengono arrogantemente spiegati alla stampa come atti dovuti.
La cosa più grave è che dopo l'indulto e le indagini ispettive ai magistrati scomodi, dopo la legge bavaglio che vuole limitare le intercettazioni e la libertà di stampa, nessuno sarà più in grado di fermare Berlusconi nella sua opera di contenimento della magistratura. Purtroppo l'Unione, in termini di giustizia, non ha più la benchè minima credibilità.
UNA MOLLICA DI NOME VELTRONI

Da quando è stato costituito il PD si sente sol la voce della Binetti, protagonista indiscussa, nel bene e nel male, delle scena politica. Lascia interviste quotidiane sui gay, pontifica contro l'aborto, vota contro il governo in parlamento con il rischio di metterlo in crisi. E Veltroni? Invece di infuriarsi e dare una rotta inequivoca al partito, scrive sulla stampa una specie di tenero sermone, per dire, quasi impaurito, che la Binetti "sbaglia".
Ma dov'è è il PD? Qual'è, se c'è, la sua anima? Quali sono i valori sui quali si basa la propria azione politica?
Al momento sembra annichilito dal protagonismo integralista della senatrice e pare totalmente incapace di una reazione energica, perentoria, inequivoca.
Il segretario è talmente concentrato a tendere una mano a Berlusconi, che pare avere lasciato la guida del partito alla Senatrice teo-dem. Dal PD solo un silenzio imbarazzante.
E' questo il nuovo che avanza? Addirittura in questi giorni si parla di ridiscutere la legge sull'aborto.
C'è davvero motivo per guardare con grande nostalgia al PCI di Berlinguer.