Saturday, July 30, 2016
La Turchia rischia di diventare (sta diventando) uno stato confessionale, una sorta di super potenza islamica nel cuore dell'Europa a cui guarda tutto l'islam radicale del Medio Oriente (e non solo). Una catastrofe geopolitica, una minaccia oggettiva per l'Europa dentro l''Europa su cui l'Europa non ha ancora detto "bao".
L'OSSESSIONE AMERICANA È LA RUSSIA
L'ossessione americana è contenere l'Orso Siberiano, tutto il resto non conta.
Più che i taglia gola del Califfato, pare la Russia il problema in Medio Oriente: tutto ruota attorno agli interessi americani di contenere la Russia.
Dell''ISIS, del terrorismo, degli esodi biblici, della deriva autoritaria ed islamista della Turchia che che spara sui curdi, dei Sauditi che foraggiano l'Isis non frega niente a nessuno.
Lo spargimento di fango contro Putin da parte dell’artiglieria televisiva occidentale, fornisce la versione ufficiale che si vuole dare sul Medio Oriente: la spartizione dell'area tra USA, Turchia e Arabia Saudita non può essere messa in discussione dall'esuberanza russa.
D'altro canto Europa non pervenuta. È talmente debole e divisa che sul Risiko mondiale conta meno di zero.
BILAL, HAI MAI LETTO UN LIBRO?
I tuoi nemici sono i ricchi e i preti, Bilal. I ricchi che sfruttandoti si approfittano della tua miseria e i preti che raccontandoti le bugie s'approfittano della tua ignoranza. Vi sono due tipi di denutrizione Bilal : quella del corpo, cioè quella che viene a non mangiare e quella dell'anima, quella che viene a non sapere. E siccome entrambe impediscono di crescere, oltre a mangiare bisogna sapere. Hai mai letto un libro Bilal?
IL DOMINIO DEL POTERE SI BASE SULL'IGNORANZA
La gente è ignorante, perché il sistema economico in cui viviamo si perpetua grazie all'ignoranza.
Come si percepisce il mondo è sempre una questione di latitudine: dovuta alla classe sociale (certamente), ma soprattutto alla cultura.
Chi studia è sempre un ribelle, libero e silenzio, perché l'istruzione è l'arma più potente per capire il mondo. Per questo le masse vanno lasciate nell'ignoranza, perché se capissero il mondo vorrebbero ribaltarlo. E quando questo meccanismo di dominio si realizza in una "democrazia" la responsabilità è della borghesia, che ha scelto di servire il sistema economico e non il bene comune, che schiva con sdegno le masse, mentre le guarda con disprezzo definendole ignoranti.
No, gli ignoranti sono i borghesi, il popolo è solo (strutturalmente) analfabeta per colpa della borghesia: mai un pensiero nobile, uno sguardo d'insieme, un moto d'azione verso il bene comune.
Come aveva capito e affermato Pasolini.
VIZIO DEL DEBITO E SUPREMAZIA TEDESCA
Se prometti a una mignotta di sposarla perché ti interessa la sua dote, poi non ti può stupire che faccia la baldracca. Non puoi ripudiarla e chiamarla "puttana!" mentre agonizza in un letto d'ospedale. Perché se lo fai la merda sei tu, non la tua promessa sposa.
Saresti come Germania nei confronti dell'Italia (ma anche della Spagna, del Portogallo, della Grecia).
Che lo sapeva bene con che razza di Paesi si andava a legare per la creazione della moneta unica.
Lo sapeva bene che l'Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, non avrebbero mai potuto reggere all'urto dei parametri di Maastricht e avrebbero avuto bisogno del suo aiuto.
Sapeva tutto del debito, dell"evasione, della corruzione, dello sperpero e del malaffare, ma ha voluto andare avanti lo stesso, perché gli serviva l'euro.
Ha detto: "va bene", poi intascata la dote, ha cominciato a disprezzarli, a maltrattarli, a impartire ordini e a dire "baldracche, se non fate come dico io, vi sbatto fuori di casa e vi lascio morire".
Non è il destino dell'Europa che interessa alla Germania, ma l'interesse nazionale.
Non è la virtù dei suoi patner che interessa ai tedeschi, ma il loro vizio.
È il vizio del debito altrui l'anima del dominio tedesco. "Onde è mero e vuoto moralismo il rimprovero ai debitori per essersi indebitati, quando i tedeschi sono i primi ad essere interessati al loro indebitamento".
SE EMIIGRI SEI UN.OSPITE
"Paese che vai, usanza che trovi" dice un vecchio detto popolare ed io questo principio lo rispetto. Profondamente.
Per cui se emigri sei un ospite. Se scegli di venire in Europa devi rispettarne i valori: ed in Europa un valore è che la donna è libera ed ha la stessa dignità dell'uomo. Punto.
È vero, ci sono tanti uomini europei che ancora non la pensano così: il maschilismo, la violenza sulle donne purtroppo persistono, ma sul piano del diritto la pari dignità tra uomo e donna è sancita e tutelata.
Per cui: se non te la senti di trattare la donna come tuo pari; se non vuoi rispettare i valori della parte di mondo in cui sei emigrato, te ne vai.
La retorica del multiculturalismo (strumentale alla globalizzazione economica, al capitalismo selvaggio e non certo ai popoli), mi è incomprensibile.
Non concepisco come si possa permettere in Italia che una donna venga infagottata (a simboleggiare la sua nullità verso il maschio che la domina) nei modi che conosciamo: il rifiuto di integrarsi e di sentirsi parte della comunità europea; il disprezzo per le donne, per le persone, per il diritto, la cultura ed i valori della parte di mondo in cui si sceglie di emigrare è inaccettabile.
Friday, July 29, 2016
USA, EUROPA, QUANDO LA SINISTRA FA COSE DI DESTRA, AVANZA LA DESTRA ESTREMA
Negli USA succede quello che sta succedendo in Europa: quando la "Sinistra " si fa Destra, poi non ci si può stupire che avanzi la Destra estrema.
l punto è che i socialisti sono mutati geneticamente, hanno sposato l'ideologia ultra liberista e si sono messi al servizio del capitalismo.
La gente non capisce più la differenza tra Destra e Sinistra: i socialisti fanno quello che farebbero i conservatori: sostengono il TTIP, sostengono le politiche di austerity, sostengono l'economia finanziaria e le banche, mentre dove governano tolgono diritti e tagliano servizi ai lavoratori.
Questa non è social democrazia: questo è il laisser faire selvaggio di stampo reaganiano che consegnerà l'Europa ai fascisti e l'America a Trump.
D'altro canto i Democratici hanno governato gli Stati Uniti per molto più tempo dei Repubblicani, ma non hanno fatto un granché per le masse: non le hanno curate; non le hanno istruite, (giacché votano sempre contro i propri interessi) ; non le hanno protette di fronte all'inumanità del mercato selvaggio, perché dovrebbero votare per la Clinton?
È logico che si buttino tra le braccia del primo che dice "l'America agli Americani" e che promette di mettere dazi esorbitanti per chi sposta le produzioni in Messico, l'ha spiegato molto bene Michael Moore.
C'è una borghesia (sic!) di giovani laureati, saccenti e con la puzza sotto il naso, che non vede oltre il proprio salotto di casa, che è insofferente verso le masse, che dice di stare dalla parte della plebe, ma fondamentalmente la disprezza, che parla di Sinistra, ma poi sostiene chi fa cose di Destra, che sta spingendo le persone che abitano le periferie del mondo occidentale tra le braccia del fascismo.
CAPITALISMO, ISLAM E TERRORE
Mai un pezzo grosso colpito dal terrorismo: mai un politico; mai un finanziere. mai un potente.
È in atto una strategia del terrore che colpisce la gente qualunque.
Io non voglio dire che il capitalismo sia il grande burattinaio del terrore, ma una cosa è certa: se non è complice, quantomeno non ci protegge e non ci garantisce la sicurezza. E se ciò accade per volere è molto grave. Ma se ciò accade , perché non è in grado è molto peggio.
PREGIUDIZIO M5S
È passato 1 mese ( dicasi 1 mese , solo 1 mese) dalle elezioni amministrative e già da qualche settimana circolamo post su quanto non avrebbe ancora fatto il movimento 5 stelle per risolvere gli annosi problemi dei comuni dove ha vinto, come i rifiuti di Roma o la riconversione pubblica della gestione dell'acqua a Torino, eccetera, eccetera, eccetera.
Non si tratta di comprare 5 matite ( dove comunque un Comune deve svolgere una procedura di "gara" complicatissima che prevede l'adozione di più atti), ma di problemi grossissimi che PD, Lega e PDL hanno creato o quanto meno non risolto.
Questo significa non avere nessuna idea di come funzionano i comuni. Di quanto sia lenta, complessa, vischiosa, avvitata in un processo burocratico assurdo e deleterio, l'attività amministrativa dei comuni.
Di come un' amministrazione debba comunque onorare i contratti in essere stipulati dall'amministrazione precedente.
Significa parlare in modo fazioso e a vanvera. Significa strumentalizzare ciò che è ovvio per fare della propaganda contro i 5 stelle.
Che magari falliranno. Che magari dimostreranno che sono un bluff e che c'è un grande scarto tra ciò che dicono e ciò che fanno. Che sono uguali anzi peggio degli altri.
Ma adesso è presto per giudicare. Per potere parlare con cognizione di causa della loro azione politica.
Dovrà almeno passare 1 anno e mezzo. Il tempo di approvare un loro bilancio e di realizzarlo. Il tempo di organizzare la macchina amministrativa e conoscere i dirigenti. Allora e solo allora, si potrà fare un primo bilancio sulla loro azione politica.
COSÌ PARLAVA ATATURK
Così parlava Ataturk:
«Per quasi cinquecento anni, queste regole e teorie di un vecchio arabo (Maometto) e le interpretazioni di generazioni di religiosi pigri e buoni a nulla hanno deciso il diritto civile e penale della Turchia. Loro hanno deciso quale forma dovesse avere la Costituzione, i dettagli della vita di ciascun turco, cosa dovesse mangiare, l’ora della sveglia e del riposo, la forma dei suoi vestiti, la routine della moglie che ha partorito i suoi figli, cosa ha imparato a scuola, i suoi costumi, i suoi pensieri e anche le sue abitudini più intime. L’Islam, questa teologia di un arabo immorale, è una cosa morta. Forse poteva andare bene alle tribù del deserto, ma non è adatto a uno Stato moderno e progressista. La rivelazione di Dio! Non c’è alcun Dio! Ci sono solo le catene con cui preti e cattivi governanti inchiodano al suolo le persone. Un governante che abbisogna della religione è un debole. E nessun debole dovrebbe mai governare.»
(Mustafa Kemal )
LA RELIGIONE È ' UN FATTO PRIVATO
Vorrei vivere in un mondo dove la religione è un fatto privato, permesso fin quando non infrange le leggi dello Stato.
I concetti religiosi mi sono estranei. Non mi interessa se uno è cristiano, musulmano o ebreo, non mi interessa se uno frequenta la moschea o la chiesa, mi interessa che rispetti le leggi ed i valori costituzionali sui quali si fonda lo Stato in cui viviamo.
Il modello di integrazione europeo è tutto da ripensare. La questione dei modelli culturali resta aperta e problematica e non mi pare possa essere adeguatamente affrontata con forme di irenico multiculturalismo inadatto (anzi dannoso) ad affrontare la complessa questione del rapporto col mondo musulmano, né si può trattare la strategia del terrore barbarico come la prerogativa di un manipolo di invasati psicologicamente disturbarti.
La religione (quale forma di verità rivelata) c'entra eccome, perché si presta ad essere strumentalizzata per imporre, con prepotenza, la "verità" su chi sia degno e chi indegno, siano essi infedeli, donne, gay o quant'altro.
Temo lo scontro religioso (che ci riporterebbe al Medio Evo) e sono per difendere col coltello tra i denti il pensiero illuminista, laico ed egualitario, che ha secolarizzato e forgiato la nostra civiltà contemporanea sancendo diritti, uguaglianza e libertà per gli i-n-d-i-v-i-d-u-i e non per le c-u-l-t-u-r-e (nessuna cultura può avere diritti perché si dà il caso che le culture possano avere diritti, senza che ne abbiamo le persone che vi appartengono).
L'Europa ha senso solo se porta avanti un neoumanesimo laico, razionale ed egualitario lontanissimo dalle religioni.
ATTACCO AL PUBBLICO IMPIEGO
Vorrei dire qualcosa sul pubblico impiego, ma non per dare addosso alla riforma Madia (che dice poco o nulla di nuovo in materia), ma per il valore ideologico che il governo intende attribuirle.
Lo faccio con le parole di Alessandro Rebecchi che mi sembrano perfette per descrivere il significato di questa operazione demagogica dall'alto valore simbolico.
"Prima lezione di ideologia: invece di battersi per un “posto fisso”, o almeno dignitoso e minimamente garantito per tutti, si demonizza chi ce l’ha. Insomma, il meccanismo è semplice: si prende un diritto che a molti è ingiustamente precluso e lo si chiama “privilegio”, additandolo al pubblico ludibrio.
Ora ci sono due componenti di questa posizione altamente ideologica che si sposano mirabilmente. Il primo è la lenta, ma inesorabile, distruzione dell’immagine del dipendente pubblico. Una cosa che prosegue da anni e anni: è ladro, non lavora, va al bar, eccetera.
Il secondo dato ideologico è la vera vittoria del renzismo: aver trasferito l’invidia sociale ai piani bassi della società.
Quella che una volta si chiamava lotta di classe (l’operaio con la Panda contro il padrone con la Ferrari) e che la destra si affannava a chiamare “invidia sociale”, ora si è trasferita alle classi più basse (il precario con la bici contro l’avido e privilegiato statale con la Panda). Insomma, mentre le posizioni apicali non le tocca nessuno (né per gli ottanta euro, né per altre riforme economiche è stato preso qualcosa ai più ricchi), si è alimentata una feroce guerra tra poveri."
Tuesday, July 26, 2016
L'EUROPA DOVREBBE ANDARE DA TUTT ' ALTRA PARTE
L'Europa dovrebbe andare da tutt'altra parte.
Da centro finanziario al servizio delle multinazionali dovrebbe diventare un centro politico al servizio dei popoli.
Dovrebbe unirsi in uno Stato Federale (gli Stati Uniti d'Europa ) con un proprio esercito e propri servizi segreti.
Dovrebbe controllare la moneta, redistribuire lavoro e ricchezza, potenziare il welfare.
Dovrebbe avere una posizione geopolitica nel mondo, usare la propria forza ( culturale, militare ed economica ) per tutelare gli interessi del proprio popolo.
Dovrebbe fare qualcosa di Sinistra, insomma.
E invece fa il gioco del Califfato andando verso la propria distruzione.
Sta sempre più con le multinazionali, impoverisce e vessa le masse, esaspera la classe media e amplifica sui media la narrazione del terrore buttando le persone tra le braccia del fascismo.
Così si condanna a deflagrare in tanti piccoli staterelli in conflitto tra di loro, muscolari, ma deboli, ringhiosi, ma totalmente inadeguati ad affrontare da soli le sfide del mondo globale.
E i partiti socialisti europei hanno grosse responsabilità in questa catastrofe annunciata, avendo sostenuto questo sistema predatorio, questo capitalismo inumano e selvaggio con costanza e convinzione.
Saturday, July 02, 2016
COSI' SONO FALLITI I SOGNI DELL ' UNIONE EUROPEA
Di Barbara Spinelli
Dal Fatto Quotidiano del 29 Giugno 2016
Il risultato del referendum britannico è la vendetta della realtà sulle astrazioni e i calcoli errati dei burocrati comunitari». Il
Nel Parlamento europeo di cui sono membro, quel che innanzitutto colpisce, osservando la reazione alla Brexit, è la diffusa assenza di autocritica, di memoria storica, di allarme profondo – e anche di qualsiasi curiosità – di fronte al manifestarsi delle volontà elettorali di un Paese membro. (Perché non va dimenticato che stiamo parlando di un Paese ancora membro dell’Unione). Una rimozione collettiva che si rivela quanto mai grottesca e catastrofica, ma che dura da decenni. Meriterebbe studi molto accurati; mi limiterò a menzionare alcuni punti essenziali.
1. Quel che manca è l’ammissione delle responsabilità, il riconoscimento esplicito del fallimento monumentale delle istituzioni europee e dei dirigenti nazionali: tutti. La cecità è totale, devastante e volontaria. Da anni, e in particolare dall’ inizio della crisi del 2007-2008, istituzioni e governi conducono politiche di austerità che hanno prodotto solo povertà e recessione. Da anni disprezzano e soffocano uno scontento popolare crescente. Non hanno memoria del passato – né quello lontano né quello vicino. Sono come gli uomini vuoti di Eliot: “Uomini impagliati che s’appoggiano l’un all’altro, la testa riempita di paglia”. La loro ignoranza si combina con una supponenza senza limiti. Il suffragio universale ha tutte le colpe e le classi dirigenti nessuna. È come se costoro, trovandosi a dover affrontare un esame di storia al primo anno d’università, dicessero che le cause dell’avvento del nazismo sono addebitabili solo a chi votò Hitler, senza mai menzionare le istituzioni di Weimar. Sarebbero bocciati senza esitazione; qui invece continuano a dare lezioni magistrali.
2.Nessun legame viene stabilito tra la Brexit e l’evento disgregante che fu l’esperimento con la Grecia. Nulla hanno contato le elezioni greche, nulla il referendum che ha respinto il memorandum della troika. Dopo i negoziati del luglio scorso il divario tra volontà popolare ed élite europea si è fatto più che mai vasto, tangibile e diffuso. Con più peso evidentemente della Grecia, il Regno Unito ha posto a suo modo la questione centrale della sovranità democratica, anche se con nefaste connotazioni nazionalistiche: il suo voto è rispettato, quello greco no. Le lacerazioni prodotte dal dibattito sulla Grexit hanno contribuito a produrre il Brexit, e il ruolo svolto nella campagna dal fallito esperimento Tsipras è stato ripetutamente ostentato. Ma nelle classi politiche ormai la memoria dura meno di un anno; di questo passo tra poco usciranno di casa la mattina dimenticandosi di essere ancora in mutande. È per colpa loro che la realtà ha infine fatto irruzione: Trump negli Usa è la realtà, l’uscita inglese è la realtà. Il voto britannico è la vendetta della realtà sulle astrazioni e i calcoli errati di Bruxelles.
3. La via d’uscita prospettata dalle forze politiche consiste in una falsa nuova Unione, a più velocità e costituita da un “nucleo centrale” più coeso e interamente dominato dalla Germania. Le parole d’ordine restano immutate: austerità, smantellamento dello Stato sociale e dei diritti, e per quanto riguarda il commercio internazionale – Ttip, Tisa, Ceta – piena libertà alle grandi corporazioni e ai mercati, distruzione delle norme europee, neutralizzazione di contrappesi delle democrazie costituzionali come giustizia, Parlamenti e volontà popolari. Lo status quo è difeso con accanimento: nei rapporti che sto seguendo come relatore ombra per il Gue mi è stato impossibile inserire paragrafi sulla questione sociale, sul Welfare, sulla sovranità cittadina, sui fallimenti delle terapie di austerità.
4. Migrazione e rifugiati. È stato un elemento centrale della campagna per il Leave – che ha puntato il dito sia su rifugiati e migranti extraeuropei, sia sull’immigrazione interna all’Ue –, ma le politiche dell’Unione già hanno incorporato le idee delle destre estreme, negoziando accordi di rimpatrio con la Turchia (e in prospettiva con 16 paesi africani, dittature comprese come Eritrea e Sudan) e non hanno quindi una visione alternativa a quella dell’Ukip. La Brexit su questo punto è un disastro: rafforzerà, ovunque, la paura dello straniero e le estreme destre che invocano respingimenti collettivi vietati espressamente dalla legge internazionale e dalla Carta europea dei diritti fondamentali. Quanto ai migranti dell’Unione che vivono in Inghilterra, erano già a rischio in seguito all’accordo dello scorso febbraio tra Ue e Cameron. Le politiche dell’Unione sui rifugiati sono un cumulo di rovine che ha dato le ali alla xenofobia.
5. Il ritorno alla sovranità che la maggioranza degli inglesi ha detto di voler recuperare mette in luce un ulteriore e più vasto fallimento. L’Unione doveva esser un baluardo per i cittadini contro l’arbitrio dei mercati globalizzati. La scommessa è perduta: le sovranità nazionali escono ancora più indebolite e l’Unione non protegge in alcun modo. Non è uno scudo ma il semplice portavoce dei mercati. La globalizzazione ha dato vita a una sorta di costituzione non scritta dell’Unione, avversa a ogni riforma-controllo del capitalismo e a ogni espressione di scontento popolare, e in cui tutti i poteri sono affidati a un’oligarchia che non intende rispondere a nessuno delle proprie scelte. Sarà ricordata come esemplare la risposta data dal Commissario Malmström nell’ottobre 2015 a chi l’interrogava sui movimenti contrari a Ttip e Tisa: “Non ricevo il mio mandato dal popolo europeo”. Questa costituzione non scritta si chiama governance e poggia su un concetto caro alle élite fin dagli anni 70 (il vero inizio della crisi economica e democratica): obiettivo non è il governo democratico ma la governabilità. Il cittadino “governabile” è per definizione passivo.
6. L’intera discussione sulla Brexit si sta svolgendo come se l’alternativa si riducesse esclusivamente a due visioni competitive: quella distruttiva dell’exit e quella autocompiaciuta e immutata del Remain. Le cose non stanno così. C’è una terza via, rappresentata dalla critica radicale della presente costruzione europea, dalla denuncia delle sue azioni e dalla ricerca di un’alternativa. Era la linea di Tsipras prima che Syriza andasse al governo. È la linea di Unidos Podemos, che purtroppo non è stata premiata. Resta il fatto che questa tripolarità è del tutto assente dal dibattito.
7. La democrazia diretta, i referendum, la cosiddetta e-democracy. Il gruppo centrale del Parlamento li guarda con un’ostilità che la Brexit accentuerà. La democrazia diretta è certo rischiosa, ma quando il rischio si concretizza, quasi sempre la causa risiede nel fallimento della democrazia rappresentativa. Se per più legislature successive e indipendentemente dall’alternarsi delle maggioranze la sensazione è che sia venuta meno la rappresentatività e con essa la responsabilità di chi è stato incaricato di decidere al posto dei cittadini, i cittadini non ci stanno più.
