Saturday, November 28, 2015

L'INVIDIA SOCIALE TRA FERITA AI PIANI BASSI

Leggo attonita i post di tanti giovani ( molti addirittura laureati) e non posso che rimanere sgomenta: invece di battersi per un posto, non dico fisso, ma almeno dignitoso e minimamente garantito, demonizzano chi questo posto ce l’ha. Prendono un diritto che a molti è ingiustamente precluso e lo chiamano privilegio. È la vera vittoria del riformismo renziano: aver trasferito l’invidia sociale ai piani bassi della società (il precario con la bici contro l’avido e privilegiato statale con la Panda), una guerra tra poveri che erode ogni giorno diritti e permette ai piani alti di imperare. 
Come disse Einstein " Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma dell'universo non sono del tutto sicuro".

L'UMANITÀ HA BISOGNO DI LENTEZZA

L'umanità non ha bisogno di accelerare i processi sottomissione al mercato, ma di arrestarli: la risposta al mondo che cambia non può consistere in un passivo adattamento alle esigenze del mercato, alle pretese di un economia che chiede soltanto di correre. Servirebbe, piuttosto la messa in opera di un pensiero lento e riflessivo disposto ad intervenire criticamente sul quadro globale. 
La vita scolastica non può e non deve essere funzionale al circuito della produzione e del consumo: c'è bisogno di pensare, approfondire, ideare con lentezza  e non di bruciare il tempo.

Thursday, November 26, 2015

DI MUSULMANI CE NE SONO DI TUTTI I TIPI

I musulmani sono come i cristiani, ce ne sono di tutti i tipi: da CL alle ACLI, dalle Sentinelle ai Teologi della Liberazione, dagli obiettori ai Crociati, da Wojtyla a Bergoglio e siccome ogni tipo ha implicazioni politiche, la questione dello scontro egemonico all'interno di ogni chiesa ( strutturata o non strutturata che sia ) diventa cruciale per i destini di ciascuno di noi. 
Lo Stato dovrebbe essere sempre più laico e secolarizzato e non comprendo la Sinistra quando difende i diritti delle culture e delle religioni: cos'è accaduto per fare si che le religioni non siano più "l'oppio dei popoli "? 
Dall'odio verso i preti, alla difesa dell'islam la Sinistra sta perdendo per strada quello che è sempre stato l'assunto marxista che ne ha guidato l'azione: nessuna cultura può avere diritti, perché si dà il caso che le culture possano avere diritti, senza che ne abbiamo le persone che vi appartengono ( vedi i gay per i cattolici, per esempio).
Uno Stato democratico e liberale non riconosce i diritti alle culture, ma agli individui. Non imbraccia la clava del multiculturalismo, ma applica il diritto e difende con forza la propria laicità.

IL JIHAD RACCONTATO AI FIGLI DAI PM di BRUNO TINTI

Di Bruno Tinti

Dopo i fatti di Parigi la mailing list dei magistrati si è molto animata. Se ne è discusso sotto tutti i punti di vista, culturale, etico, religioso, storico, politico, militare, perfino psicanalitico. Con competenza, passione e polemica. Alla fine è stato chiesto: tu come lo spiegheresti a tua figlia? In questo modo il problema è stato ridotto all’essenziale. E l’intelligenza di due contraddittori (Massimiliano Siddi e Felice Lima) ha posto in luce l’alternativa, senza equivoci. Ve la sottopongo. 
“Basterebbe dirle la verità, e cioè che qualcuno sta usando quelle armi per farsi e farci saltare in aria e che questo potrebbe succedere in qualunque momento ed in qualunque posto, anche in una tranquilla scuola italiana, con tanti bei bambini come la sua. Tu potresti tranquillizzarla e dirle che con quella gente capace anche di farsi saltare dentro una scuola dobbiamo dialogare ad ogni costo, che non c’è nessuno scontro di civiltà, che l’Islam molti secoli fa ha prodotto una luminosa cultura, sfoggiando tutto il miglior repertorio dialettico della tolleranza a prescindere. Poiché tua figlia, per fortuna, certe sovrastrutture ideologiche ancora non le ha, sono sicuro che all’inizio rimarrebbe un po’ perplessa, ma subito dopo ti chiederebbe cosa succederebbe se quelli non volessero dialogare con noi o dopo aver dialogato non si dovessero convincere, e soprattutto ti chiederebbe quale esercito buono, del tipo di quelli che ha visto tante volte nei film e di cui ha letto nei libri di scuola, sia già in marcia per difenderci affinché il bene trionfi” (Siddi).
 “Cara figlia mia, non avere paura. La vita è una grande sorpresa. La pretesa di averne il controllo è idiota. Siamo destinati tutti a morire. Il problema, dunque, non è non morire, ma vivere bene finché ci sarà dato di poterlo fare. Quanto alla morte per mano dei terroristi è una ennesima possibilità di morire. Quella con minore probabilità. Potrai morire in un giorno qualsiasi, anche oggi o domani, di vecchiaia, di infarto, di incidente stradale, di mille altre cose, fra le quali anche un attacco terroristico. Ma non ci pensare. Avere paura della vita è un’idiozia e, dall’altra parte, il principale strumento con il quale il potere ci controlla e ottiene che gli lasciamo fare ciò che gli interessa. Comunque, caso mai ti dovesse capitare di morire per una bomba terroristica, sappi che centinaia di migliaia di bambini corrono questo rischio in percentuale centupla della tua ogni giorno, a Bagdad, in Afghanistan, in Libia, in Siria e in un sacco di altri posti dove gente anche con la nostra bandiera semina morte asseritamente a fin di bene. Dunque, se morirai di bomba, ti succederà nient’altro che ciò che ogni giorno succede a migliaia di bambini come te. Quanto a come ridurre questo rischio, in una società complessa e moderna è oggettivamente impossibile prevenire il terrorismo in maniera assoluta. L’unico modo di evitare che uno squilibrato si ammazzi e ti ammazzi è chiuderti da sola dentro un bunker. Allora, l’unica cosa per ridurre il rischio di terrorismo, è costruire un mondo più equo, più pacificato, più giusto. Un mondo nel quale il numero di squilibrati disposti a morire pur di far del male a qualcuno sia ridotto. Per ottenere questo ci vuole tempo e ci vorrebbe che coloro che hanno il potere nel capitalismo occidentale smettessero di essere delle canaglie e diventassero delle persone almeno decenti” (Lima). 
Quando facevo il pm mi capitò un caso di omicidio: due fidanzati uccisi in macchina per rubargli pochi soldi. Fu rilevata un’impronta digitale su un bossolo. In quella zona si erano verificati altri furti e piccole rapine; e, in quella zona, c’era un centro di recupero per tossico dipendenti. Chiesi l’elenco degli ospiti per controllare le loro impronte digitali ma il medico responsabile rifiutò di darmelo. Ci fu un colloquio molto teso e lui mi spiegò che il recupero dei tossico dipendenti passava per la fiducia e la riservatezza, la comprensione e l’appoggio. Mi disse: noi due siamo dalla stessa parte, perseguiamolo stesso obbiettivo, occorre tempo e pazienza. Alla fine mandai i carabinieri e acquisii l’elenco. Identificai tutti e confrontai le impronte digitali. E trovai l’assassino. La maggior parte dei tossicodipendenti continuò a frequentare il centro e magari furono recuperati. Altri, che avevano scambiato la solidarietà con la complicità, andarono a far danni da qualche altra parte. Ho pensato spesso da allora alle parole di quel medico, siamo dalla stessa parte, abbiamolo stesso obbiettivo, occorre tempo. Forse aveva ragione. Però io quello lo presi; e non ha ammazzato più nessuno. Forse non voleva essere recuperato e avrebbe ammazzato ancora.  
Ecco, il cuore sta dalla parte del mio amico Lima. Ma la testa da quella del mio ex collega Siddi.

Wednesday, November 25, 2015

LA RELIGIONE È UNO STRUMENTO DI POTERE

La religione è una forma di filosofia rivelata: lo diceva il grande Hegel ed io credo che avesse ragione. Tutti noi ci chiediamo da dove veniamo, da dove viene il mondo, dove andremo. Chi ripone la fiducia nella propria intelligenza cerca le risposte dentro di sé o almeno ci prova. Chi di questa fiducia è privo o è solo semplicemente pigro, cerca qualcuno che gliele dia. 
E la religione fa questo. Dà delle risposte semplici, usa i simboli, le allegorie, le novelle. Costruisce una sua morale che chiama "verità" e la perpetua con il rito. Postula schemi di vita che impone col ricatto del peccato. Dà l'illusione del paradiso, l'occasione del purgatorio, lo spauracchio dell'inferno. Nella sua prospettiva di dominio sugli uomini ha creato un'architettura sociale diabolica, accattivante, geniale. Chi può resistere alla tentazione della vita eterna? 
La religione è uno strumento di potere, tanto più forte quanto più ignorante e povero è il popolo che la professa. 
Dio non parla se non per bocca degli uomini. Per questo mi terrorizza.

Friday, November 20, 2015

L'EUROPA HA UN PROBLEMA : TRA RETORICA DELL'IMMIGRAZIONE E PENSIERO UNICO

L'Europa ha un grande problema. E non parlo delle mire egemoniche e di guerra che animano il Califfato ( non solo),  ma di quel 5% di popolazione musulmana il cui silenzio sui fatti di Parigi è stato assordante.  L'Europa si deve interrogare sui fischi in Turchia, ma soprattutto sul muto compiacimento delle banlieue parigine.  
La questione dell'esclusione economica è cruciale, ma si incrocia con fattori culturali molto complicati e situazioni sociali fortemente problematiche che non possono essere adeguatamente affrontate con forme di banale multiculturalismo inadatto (anzi dannoso) ad affrontare la complessa questione del rapporto col mondo musulmano.  
Lo scontro diventa sempre più vicino e pericoloso, perché è endogeno (i terroristi sono perlopiù cittadini europei): non serve negare la mancata integrazione delle persone islamiche, è invece necessario un sistema di idee che ci liberi dalla retorica dell'immigrazione o dal conformismo del pensiero unico.
Analizzare il sistema applicando uno schema alternativo, razionale e marxista sarebbe una svolta:  la nostra civiltà è sempre più al traino di un'ideologia liberista che fa scempio delle nostre Costituzioni per affermare i principi del mercato che impoverisce le masse e gli toglie diritti. Per questo porsi la questione in termini strutturali in relazione alle enormi asimmetrie di potere e ricchezza che vi sono tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, affrontare di petto le distorsioni sociali di una mancata distribuzione della ricchezza, difendere la cultura del welfare, diventa essenziale se non si vuole consegnare l'Europa al fascismo e cadere nella trappola dello scontro di civiltà.  
Il potere vive sempre nella perpetua adorazione di sé stesso, mentre le minoranze annaspano tra retorica pelosa e meschino populismo: soltanto chi è libero ed ha un bizzarro coraggio può fare giungere certe verità alle orecchie di chi non vuole sentire il realismo della ragione.

Thursday, November 19, 2015

SE EMIGRI SEI UN OSPITE

Se emigri sei un un ospite. 
Se scegli di venire in Italia, devi rispettare i valori della nostra Costituzione: se non te la senti, se non vuoi fare parte della comunità a cui ti sei aggregato è meglio che te ne vai. 
Non approvo il comportamento delle ragazze musulmane che a Varese sono uscite dall'aula per non partecipare al minuto di silenzio per le vittime di Parigi: se hai delle ragioni da difendere ti armi di coraggio e argomenti, ma il rifiuto di integrarsi e di sentirsi parte della comunità che ti ospita, il disprezzo della cultura e dei valori della parte di mondo in cui hai scelto di emigrare è inaccettabile.

Wednesday, November 18, 2015

PARIGI, NON SONO PACIFISTA

Io non sono pacifista. Non sono contraria a priori all'utilizzo della forza nelle controversie internazionali.  Ma la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi e a me sembra che nei confronti dell' ISIS non vi sia alcuna politica, ma solo atti di guerra.  
Una guerra che potrebbe essere (molto probabilmente) non necessaria se si contrastassero, sabotassero le fonti di finanziamento e di armamento del Califfato, ma nullo di tutto questo accade.
Mentre bombarda a vanvera il Medio Oriente, l'Occidente continua a comprare petrolio dall'ISIS e a vendergli armi alimentando di fatto la sua potenza: ma in quale guerra si finanzia e si arma il proprio nemico?  
Andiamo. Mentre suona la gran cassa dei bombardieri d'Europa, l'Occidente finanzia e arma le centrali del terrore: ma con chi è in guerra l'Occidente? Col Califfo? Oppure col suo popolo attraverso il Califfo?  
Piccoli, (minuscoli) ignobili uomini al potere, che nel fare gli interessi delle multinazionali, ci prendono ogni giorno per il culo.  E' il capitalismo il principale nemico del popolo europeo.

Monday, November 16, 2015

G 20 IN ORDINE SPARSO

Al G 20 non si è deciso nulla. Tra i potenti ( USA, Russia, Cina) non c'è accordo su-cosa-fare in Medio Oriente e all'Europa non resta che guardare. Ognuno persegue gli interessi del proprio recinto.
Ordine sparso. Si rema a favore del più sporco e cinico capitalismo occidentale che compra a prezzi stracciati il petrolio dall'ISIS e gli vende le armi. 
Siamo vittime del nostro sistema, bersagli mobili dentro i nostri inutili SUV che si alimentano col greggio delle centrali del terrore. 
Piccoli ( minuscoli ) stupidi uomini alla testa del mondo che continuano a fare gli interessi di poche corporation: ogni popolo ha la classe dirigente che si merita. Dopotutto.

Sunday, November 15, 2015

STRAGE DI PARIGI 4

I generali americani avevano previsto tutto prima della guerra all'Iraq, ma Bush ha fatto l'esatto contrario di quanto suggerito dal suo stato maggiore e noi gli siamo andati dietro. 

Una classe dirigente può agire per il bene comune o di pochi : purtroppo da molti anni i governi occidentali  difendono gli interessi di pochi e questi sono i risultati. 

Il capitalismo ha creato il problema;  ha alimentato il problema e oggi non ha alcuna intenzione di risolvere il problema, anzi, appoggia la Turchia che spara contro i Curdi che sparano contro l'Isis. 

Prima di tutto dobbiamo cambiare la nostra classe dirigente e poi affrontare le questioni geopolitiche a cominciare dalla riconfigurazione e difesa dei nostri interessi come  popolo ( e non come pochi).


GUERRA IN SIRIA

I profughi e i rifugiati non c'entrano nulla con l'Isis: certo, tutto vero. Però vorrei aggiungere una cosa: i bambini, i vecchi, le donne possono scappare dalla guerra; gli uomini rimangono a difendere la propria terra e i propri valori da chi li ha attaccati e minacciati a casa propria.
In Siria c'è un esercito che combatte contro l'invasore jjadista e c'è un popolo (tecnicamente) di disertori che scappano, mentre partigiani curdi e milizie sovietiche combattono a fianco dell'esercito Siriano. 
Se giustamente celebriamo i nostri partigiani, qualcosa di quegli uomini in fuga non mi torna.

STRAGE DI PARIGI 3

La dimostrazione oggettiva, che il sistema di sicurezza dell'occidente è un colino. 
L'Occidente capitalista, ultra-liberista e coloniale non ci protegge, così la nostra sicurezza territoriale dipende dal caso o detto in altri termini più volgari, da una buona dose di buco del culo. 
L'Europa è tutta da ripensare. La questione dei modelli culturali resta aperta e problematica: non mi pare possa essere adeguatamente affrontata con forme di irenico multiculturalismo inadatto ( anzi dannoso) ad affrontare la complessa questione del rapporto col mondo musulmano. 
Lo scontro diventa sempre più vicino e pericoloso. La minaccia terroristica assume le vesti del fondamentalismo religioso, micidiale risposta ai tanti orrori del colonialismo e delle sue tarde propaggini: ma non è negando il conflitto che si risolve la questione di fondo che è geopolitica e va affrontata col necessario realismo del caso.

STRAGE DI PARIGI 2

Se è vero come è vero che non tutti gli islamici sono terroristi (anzi), è anche vero che non tutti gli occidentali sono cinici e spietati colonialisti (anzi), ma è così che sono visti dagli jjadisti e colpiti come bersagli. 
Volenti o nolenti i terroristi sparano indistintamente sul popolo dell'occidente anche se chi viene colpito non condivide affatto il sistema ingiusto e coloniale al quale appartiene. 
Possiamo chiudere gli occhi e almanaccare quanto vogliamo; possiamo accodarci alla parata di fumosa e desolante fraseologia multiculturalista; possiamo pronunciare la nostra dose di sublimi e banali ovvietà (come dire che l'immigrazione non c'entra nulla col terrorismo, o affermare che L'ISIS combatte prima di tutto una guerra tutta interna al mondo islamico), ma è comunque un fatto che esiste un nemico fanatico che ci odia e ci attacca in quanto occidentali. 
Negarlo è folle.

STRAGE DI PARIGI

Non dobbiamo cadere nella trappola dello "scontro di civiltà", ma non possiamo certo starcene a guardare nell'attesa che qualche manipolo di invasati jjadisti ci piazzi le bombe sui treni. 
Non possiamo più assecondare gli interessi americani che usano la guerra in Siria in chiave anti russa, né considerare "amici " i paesi del golfo (Arabia in testa) che finanziano L'ISIS contro la Siria di Assad. 
L'effetto della nostra forza internazionale come singoli paesi europei è quello del pisello di un moscerino dentro il sedere di una balena: se fossimo uniti potremmo spiegare agli americani che i nostri interessi sono completamente diversi dai loro e agire di conseguenza per tutelare la nostra sicurezza (come sta facendo Putin). 
Si possono sciorinare tutte le più fumose e attraenti teorie della pace e del diritto internazionale, ma nei rapporti tra stati, c'è solo una regola che vale: i forti decidono e i deboli si allineano. 
Perciò ci sono due strade per affrontare la complessa realtà dei rapporti internazionali: ispirandosi al Vangelo oppure a Tucidide e Kant. I preti possono seguire la prima; i buoni statisti devono seguire la seconda.

Wednesday, November 11, 2015

TEORIA GENDER

La "teoria gender" è una montatura ignobile da parte di chi non vuole riconoscere i diritti dei gay: nessuno ha mai negato l'esistenza di maschi e femmine. 
Gli invasati che scendono in campo contro l'educazione sessuale nelle scuole ( che vuole educare al rispetto sessuale di sé e degli altri), non sono che una triste dimostrazione di come possa diventare feroce la cattiveria umana: persone che non chiedono rispetto, nè diritti per sé, ma (per una sorta di meschino razzismo), che vengano negati ad altri. 
Ma che palle! Questo tipo di educazione nei paesi nordici si fa da 30 anni e non sono certo società dove la famiglia è in crisi ( al contrario fanno il doppio dei bambini che da noi) né i maschi sono in crisi di virilità, perché un uomo può sposare un altro uomo. 
Dietro argomentazioni deliranti cova strisciante la cultura omofobica di persone in crisi profonda con la propria identità eterosessuale se sentono il bisogno di una norma che ne stabilisca il primato. 
Null’altro.