Thursday, October 30, 2014

RENZI COME SCELBA

Tempo fa il Governo annunciò il blocco dei contratti pubblici fino al 2018. Seguì la minaccia di sciopero da parte del sindacato di Polizia e subito il Governo calò le braghe: soldi per i medici no, ma per la Celere si. Per gli insegnanti, no, ma per le Forze dell'Ordine, si. Pensai che a novembre ci sarebbero stati da manganellare gli operai nelle piazze. Detto. Fatto. Solo che non era da novembre, ma da ottobre. Renzi come Scelba.

Wednesday, October 15, 2014

AVVISO AI NAVIGANTI

Il capitano De Falco, l'uomo che ordinò a Schettino di risalire sulla nave la sera del fattaccio, è stato rimosso dal suo incarico e adibito a mansioni amministrative, una punizione in ambiente militare. Un fatto del genere non puó accadere all'insaputa del ministro, perché si sa che solleverà un clamore mediatico di un certo tipo. È perciò evidente che si tratta di un chiaro avviso a precisi naviganti: chi doveva intendere è sicuro che ha inteso.

A BALZANI

Gentile prof. Balzani, il suo 40% è buon risultato, ma con questa affluenza Lei avrebbe potuto vincere se solo la società civile si fosse presa la responsabilità di andarla a votare. Nella vita non ci si può sempre solo lagnare, aspettando che il miracolo arrivi dal cielo, bisogna anche alzare il culo e fare delle scelte. Bonaccini è totalmente inadeguato per quell'incarico, mentre è perfetto per essere telecomandato dai caminetti regionali: è questo quello che vogliono gli emiliano- romagnoli? Questa volta l'apparato ha fatto cilecca, gli ingranaggi del "tortello" hanno funzionato malissimo e Lei poteva vincere. Mi dispiace dovere puntare il dito contro la c.d. societá civile, ma questa volta ha davvero molte responsabilità nel fallimento di questa "rivoluzione". Con Bonaccini rimpiangeremo Vasco (questo è certo), mentre rimarrà sempre il rammarico di avere perso una preziosa occasione per depurare un sistema che si è inquinato. Grazie di cuore per averci provato.

ART. 18 BIS

Per chiarire. In Italia sono già possibili licenziamenti individuali per fondati motivi. Ora si vuole aggiungere che si può licenziare anche adducendo motivi falsi in tribunale, dichiarando così guerra alla civiltà giuridica. D'ora in avanti in ogni posto di lavoro varrà per tutti la legge del più forte.

SBLOCCA ITALIA 2

"Nulla di crea, nulla si distugge, tutto si trasforma". È una legge fisica della meccanica classica. Quindi se metti tonnellate di rifiuti in un incenetore (c.d. termovalorizzatore), una quota (circa 1/3) ti resta in cenere da smaltire; una quota (per la pulizia degli impianti) va in liquidi e quindi nel ciclo idrico e una quota è trattenuta dai filtri. E il resto? Non si distrugge, semplicemente vola via. Piccole (nano) particelle che prima o poi te le ritrovi nell'insalata, nel latte anche materno. Nanopolveri nocive composte composte da cromo, cadmio, nichel, arsenico e mercurio che respiri e te le mangi. Ma gli inceneritori s'hanno da fare, il governo li vuole. È tutto scritto nello "sblocca Italia" che punta all'incenerimento "forzoso" e non al riciclo dei rifiuti.

SBLOCCA ITALIA

Lo "Sblocca Italia" celebra il sacrificio della natura a vantaggio della cementificazione selvaggia, senza vincoli ambientali, paesaggistici e culturali. Il potere speculativo si prende lo scalpo dell'interesse pubblico e incassa carta bianca per devastare il territorio. Quello che è accaduto a Genova, a Parma e che puntualmente si ripete ogni volta che piove, si ripeterà ancora più intensamente tra qualche anno, perché il decreto dà via libera a sepellire il Belpaese con colate di cemento.

TTPI e TISA

TTPI e TISA: due acronimi che si riferiscono a 2 trattati internazionali tra Europa e Stati Uniti che ci stravolgeranno la vita. Il primo il TTIP (Transatlantic Trade Investiment Partnership - Trattato Transatlantico sul commerico e gli investimenti) è un patto di libero scambio che aumenterà il potere delle multinazionali e renderà impossibile agli Stati disciplinare settori delicatissimi come ad esempio gli allevamenti del bestiame, la produzione degli alimenti, il divieto degli OGM. Il secondo, il TISA (Trade In Services Agreement - Accordo di Commercio sui Servizi di cui nessuno parla e di cui pochissimi sanno, perché si sta negoziando sottobanco tra lobby), intende liberalizzere e privatizzare tutti i servizi: sanitari, dell’energia, dei trasporti, delle acque e,ovviamente, finanziari. Lo scopo generale è di completare la liberalizzazione totale dei servizi pubblici: limitare la capacità dei Governi di legiferare su temi come la sicurezza dei lavoratori,l’ambiente, la protezione dei consumatori e l’obbligo di rendere universali i servizi che hanno natura essenziale come la sanità. Tutto verrebbe privatizzato come già accade negli Stati Uniti. Renzi ha promesso al Parlamento europeo di concludere presto il Trattato sul commercio (TTIP) che significa distruzione delle regole concernenti il rispetto dell’ambiente, l’alimentazione sana, i beni comuni non privatizzabili e col decreto "Salva Italia" sta mantenendo la parola.

Sunday, October 05, 2014

SENATO, PROVINCE E L'APOCALISSE DELL'INCIUCIO

Domenica scorsa ed anche oggi si voterà per eleggere gli organi delle Province e delle Città Metropolitane, quelli che una volta venivano eletti dai cittadini e che invece adesso vengono nominati dai partiti attraverso il mercato delle vacche, tanto è vero che in molte province il PD ha fatto accordi con Forza Italia: lo sapevate? Si, le Province ci sono ancora e fanno le stesse cose di prima. L'unica differenza è che oggi il potere provinciale è nominato dalla casta con accordi di sottobanco,( ma nessuno ne parla, perché i cittadini non lo devono sapere che sono stati presi per il culo). Si tratta di "un'apocalisse di inciuci", non saprei come definirla meglio e vengono i brividi a pensare che con lo stesso sistema dovrebbe essere eletto il nuovo Senato.

Saturday, October 04, 2014

LE ANIME MORTE DEL PD

 di Francesco Erspamer

Che nessuno si stupisca che Renzi nel suo discorso di apertura alla direzione del Pd si sia potuto dichiarare un “liberale cattolico” senza provocare una ribellione fra i militanti di un partito che fino a un anno fa credeva di derivare dal Pci e non dalla Dc. Che nessuno di stupisca che personaggi come D’Alema, Bersani, Cuperlo o Civati si siano fatti fregare con tale facilità o che ancora credano che minacciare, non dico una scissione, macché, solo il “rischio” di una scissione, sia fare politica; e restino aggrappati a poltrone che perderanno non appena a Renzi faccia comodo, dopo aver avuto paura di buttare fuori lui quando ne avevano ampiamente la possibilità, e nel frattempo continuino a perdere ogni residua credibilità avallandone le privatizzazioni e liberalizzazioni.
La crisi della sinistra, in termini di idee, coraggio e organizzazione, era ampiamente annunciata e, per come si erano messe le cose, inevitabile. Il berlusconismo per una volta non c’entra: è prevedibile che i liberisti facciano i liberisti e che la destra manovri per favorire economicamente i ricchi e per sacrificare la democrazia alla governabilità. No, la colpa è di chi ha rinunciato, nella sinistra (parlo della vera sinistra, non delle eterne margherite della società italiana, da sempre vaganti in cerca della posizione più conveniente), alla vigilanza, al rigore: in altre parole, alla responsabilità della scelta.
Sono ormai almeno un paio di decenni che la parte sana del paese, quella minoranza che con il suo lavoro, la sua onestà e la sua creatività aveva tenuto in piedi l’Italia compensandone in parte i difetti strutturali, ha smesso di lottare e, temo, di giudicare. Si è seduta. Ha cominciato ad accontentarsi e a scambiare la propria passività – ignavia, avrebbe detto Dante – per tolleranza. Esauritasi la generazione dei Pasolini, Calvino, Volponi, Sciascia, De Andrè, Berlinguer, Pertini (e anche Montanelli, Montale, borghesi pre-liberisti, profondamente morali), quando sulla scena si sono presentati uomini senza qualità come Veltroni, Scalfari, Cacciari, Rutelli o gli innumerevoli pseudo-intellettuali che si vendono per un’apparizione in un talk show o per una recensione della Repubblica, la sinistra non ha notato la differenza. Li ha accettati, timorosa di apparire fuori moda o perdente, come chi non abbia l’iPhone o il maglioncino Abercrombie. Non si è scandalizzata per la loro mancanza di cultura, per la loro brama di notorietà o denaro, per le loro relazioni pericolose con imprenditori e network televisivi, per il loro conformismo e il loro snobismo, le loro menzogne, la loro impreparazione. Si è invece assuefatta al buonismo, ossia alla peggiore forma di complicità: quella che si nasconde dietro la maschera dell’apertura e del perdono, indifferente alle conseguenze della propria inerzia. 
Così si spiega l’omertà nei confronti dell’evasione fiscale, benché a essa vadano ricondotti l’impoverimento dello stato e le difficoltà del settore pubblico. Così si spiega la condiscendenza nei confronti di favoritismi, raccomandazioni, furbizie, e soprusi. Così si spiega la proliferazione dei palloni gonfiati.
“Noi fummo i gattopardi, i leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”, anticipò Tomasi da Lampedusa nel Gattopardo. Ma non c’era nessuna necessità storica dietro quel decadimento: piuttosto un lucido piano per sostituire un sistema fondato su valori etici condivisi e su princìpi di solidarietà (anche se non sempre attuati, magari neppure spesso) con il culto del successo e delle celebrity, in altre parole l’esaltazione di chi, in qualunque modo e a qualunque costo, ottenga visibilità mediatica, denaro e potere. Non a caso la frase chiave del discorso di Renzi è stata: “Con me avete vinto”. Chi vince è un vincente, dunque ha ragione e merito, e chissenefrega dell’etica e degli ideali. Puro liberismo.
Inutile stupirsi, dicevo, di ciò. La sinistra, la gente di sinistra, si è da tempo affidata a personaggi squallidi e presuntuosi, vuoti, per i quali l’inettitudine non è soltanto una caratteristica, il che sarebbe scusabile, bensì un’ideologia, una missione. Renzi non avrebbe avuto alcuna possibilità di affermarsi, e forse neppure di sopravvivere politicamente, in un ambiente che non fosse già assuefatto alla superficialità e alla banalità e interessato a promuoverle.

I popoli hanno i governi che si meritano e la sinistra italiana ha gli intellettuali e i politici che si merita. Almeno in questo momento. Perché l’unico vantaggio della situazione è che non appena si riscuotesse e decidesse di farne a meno non ci sarà neppure bisogno di spazzarli via. Basterà ignorarli, dimenticarli. Sono nullità, anime morte. Se non si parla di loro smettono di esistere.

Wednesday, October 01, 2014

TFR

Quella di aumentare lo stipendio del lavoratore con i soldi del lavoratore medesimo (il TFR) mi sembra la giusta impostura per un popolo di cretini.