BASTA
Le cose vanno male, anzi malissimo: lo ha annunciato Gianni Letta l'eminenza grigia del Governo, uno che non parla neanche sotto tortura, per cui deve proprio essere vero.
Il mondo finanziario, quello che ci osserva dai palazzoni di Wall Street, dice che i nostri bot sono praticamente carta straccia: con un debito dello Stato così esorbitante si può dire che siamo sull'orlo della bancarotta.
Per evitare la fine della Grecia, si devono tirare fuori una marea di soldi: indovinate chi sarà a farlo? Tutti quelli che lo hanno sempre fatto, ovviamente, i soliti coglioni e, questa volta, cura dimagrante per gli statali, che a dirla in conferenza stampa suona da dio.
Ora, intendiamoci, non sono certo qui a gnolare, perché si colpiscono i dipendenti pubblici: io mi sono sempre ritenuta una privilegiata e non cambio opinione. Credo che la mia vita non cambierà se mi verrà congelato lo stipendio per 4 anni. Povera per povera, campare con 1.200 euro al mese invece che con 1.250 non sconvolgerà la mia esistenza.
Dico di più: sarei devvero felice di pagare per 4 anni il 100% dell’ aumento salariale che mi sarebbe dovuto in forza alle dinamiche contrattuali (perché è di questo che si tratta, non prendere gli aumenti equivale a dire "ve li diamo, ma ve li tassiamo al 100%"), se questi soldi venissero vincolati, ad esempio, al pagamento di assegni di disoccupazione per chi un lavoro non ce l’ha, o all’abbattimento delle barriere architettoniche, o per la ricostruzione dell’Aquila; ma non è questa la destinazione di questo prelievo ed essere vessata in questo modo, per coprire il buco nero lasciato dagli evasori fiscali mi fa trasecolare in modo inumano.
Non prendiamoci per il culo, lo sappiamo tutti: questi soldi, non andranno a coprire tutele e servizi per i nostri concittadini rimasti senza lavoro, o disagiati per motivi sociali o per handicap (anzi tutti questi sevizi caleranno per 10 miliardi di € dato i tagli previsti per le Regioni), ma andranno a coprire l’ammanco creato dai ladroni, quelli che veramente, ma veramente, mettono le mani in tasca degli Italiani: gli evasori.
Vi sembra che uno scenario del genere si possa tollerare?
Questi farabutti hanno tutti un nome e cognome, sappiamo chi sono e da dove vengono, non è che stanno sospesi nell’aria come l’azoto: io non demonizzo una categoria, anzi, solidarizzo con le partita IVA degli onesti che dovrebbero essere molto più incazzati di me, perché oltre a pagare per i colleghi ladri subiscono una forma devastante di sleale concorrenza; ma con quelli disonesti, no, con quelli ce l’ho a morte, perché rubare allo Stato è la più ignobile forma di reato che un cittadino possa commettere.
Sono stufa del fatto che i lavoratori salariati come me, siano le vittime abusate del fisco nazionale, mentre gli evasori se la ridono beffardi, facendo gli sboroni con i soldi evasi al fisco.
Sono indignata da un’ingiustizia sociale vergognosa, che vede da un lato i lavoratori dipendenti, per lo più impiegati e operai decurtati delle tasse alla fonte, mantenere lo Stato; dall’altro un ceto di parassiti evasori che lo sfruttano, persone e aziende che sono nella stragrande maggioranza in perdita o in pareggio e quando va grassa, denunciano un reddito che non supera quasi mai i 10.000,00 euro.
Io lo so che ci sono piccole aziende che arrancano: ma ce ne sono anche tante altre che non arrancano e che al contrario rendono a tal punto da far fare una vita da nababbi ai loro padroni: ecco questi padroni andrebbero controllati uno per uno per vedere se davvero contribuiscono allo Stato come dovrebbero, perchè questo proprio non risulta.
Mi ribolle il sangue all’idea paradossale e beffarda che la metà più povera dello Stivale paga i servizi pubblici alla metà più ricca che diventa sempre più ricca grazie al fatto che i più poveri pagano, asili, scuole, ospedali, strade, giardini, carabinieri anche per loro.
Sono furibonda di pagare, con i miei 1.200 euro di stipendio da impiegato comunale, la scuola per i figli di coloro che vivono in ville milionarie, ma che poi alle Agenzie delle Entrate risultano sconosciuti.
Mi sono rotta i coglioni di pagare l’ospedale per quegli stronzi che fregano lo Stato e poi brindano al saccheggio sniffando una riga di coca avariata.
Mi sono rotta i coglioni di pagare le strade per quei palloni gonfiati che scorazzano arroganti dentro i loro SUV mentre dichiarano al fisco di non avere un cazzo.
Mi sono rotta, ma proprio rotta, di pagare per conto delle imprese, le puttane ai boiardi di stato, ultima frontiera di un sistema di corruzione dilagante, che costa ogni anno 60 miliardi: lo sanno anche i gatti che le Grandi opere in Italia costano il triplo, perché i fornitori per aggiudicarsi commesse fuori gara e ripagare favori, pagano le scopate, le case, le macchine, le vacanze a politici e alti funzionari della Repubblica fuori controllo, come nel caso della Protezione (in)Civile che solo per buco di culo non è diventata una società per azioni.
In questi giorni assistiamo a una versione caricaturale, degenerata, orripilante, dei compiti di uno stato liberale che, in cambio di tasse da incassare in rapporto alla ricchezza di ogni cittadino, (tecnicamente, “capacità contributiva”), dovrebbe regolare i rapporti tra le persone, fornire i servizi essenziali e proteggere la popolazione dalla legge del più forte.
Ora noi tutti vediamo che avviene esattamente il contrario: il più forte non paga, o paga per il rientro dei capitali evasi il 5%; il più povero paga tutto, paga i servizi per sé e per l’evasore e paga anche per il deficit che grazie all’evasore, lo Stato ha accumulato.
C’è a livello internazionale una cricca di operatori finanziari che dopo essersi salvati il culo grazie ai contributi dei governi, ha deciso di rovinare le economie di alcuni paesi europei che hanno i conti dissestati: Grecia, Spagna, Portogallo, Italia. E c’è una cricca di politici complici che per difendere i bilanci statali dagli attacchi speculativi di quei farabutti, non trova di meglio da fare che prendere i soldi dai soliti coglioni: dentro parole vaghe come “manovra finanziaria” ci sta la decisione di prendere i soldi ai poveri per darli ai ricchi.
Basta, “ io contro questa barzelletta di democrazia protesto e denuncio la rottura fraudolenta del contratto sociale”.
Basta pagare per gli evasori, basta farsi prendere per il culo, basta con questa minchiata dei “diritti universali”, dal momento che a pagarli sono solo la metà dei cittadini: si tolgano i servizi e i diritti civili, a cominciare dal diritto di voto, a tutti gli evasori fiscali. E affanculo le belle parole sulla convivenza civile, il patto sociale, la democrazia, che tanto non esiste. Se si continua con questo saccheggio “ il paradosso è che un ceto di evasori fiscali, parziali o totali, continuerà a eleggere un ceto politico che poi ne preserverà il privilegio d’immunità, perpetuando questa tremenda ingiustizia”.
Purtroppo sono pessimista e vedo solo il baratro in questo processo culturale che io reputo di non ritorno: la cultura sociale del nostro paese è nelle mani di Berlusconi e tutti abbiamo visto come le TV abbiano fatto passare Briatore come una vittima.
Se non si shakera lo Stivale con i forconi non ne usciamo vivi.
Le cose vanno male, anzi malissimo: lo ha annunciato Gianni Letta l'eminenza grigia del Governo, uno che non parla neanche sotto tortura, per cui deve proprio essere vero.
Il mondo finanziario, quello che ci osserva dai palazzoni di Wall Street, dice che i nostri bot sono praticamente carta straccia: con un debito dello Stato così esorbitante si può dire che siamo sull'orlo della bancarotta.
Per evitare la fine della Grecia, si devono tirare fuori una marea di soldi: indovinate chi sarà a farlo? Tutti quelli che lo hanno sempre fatto, ovviamente, i soliti coglioni e, questa volta, cura dimagrante per gli statali, che a dirla in conferenza stampa suona da dio.
Ora, intendiamoci, non sono certo qui a gnolare, perché si colpiscono i dipendenti pubblici: io mi sono sempre ritenuta una privilegiata e non cambio opinione. Credo che la mia vita non cambierà se mi verrà congelato lo stipendio per 4 anni. Povera per povera, campare con 1.200 euro al mese invece che con 1.250 non sconvolgerà la mia esistenza.
Dico di più: sarei devvero felice di pagare per 4 anni il 100% dell’ aumento salariale che mi sarebbe dovuto in forza alle dinamiche contrattuali (perché è di questo che si tratta, non prendere gli aumenti equivale a dire "ve li diamo, ma ve li tassiamo al 100%"), se questi soldi venissero vincolati, ad esempio, al pagamento di assegni di disoccupazione per chi un lavoro non ce l’ha, o all’abbattimento delle barriere architettoniche, o per la ricostruzione dell’Aquila; ma non è questa la destinazione di questo prelievo ed essere vessata in questo modo, per coprire il buco nero lasciato dagli evasori fiscali mi fa trasecolare in modo inumano.
Non prendiamoci per il culo, lo sappiamo tutti: questi soldi, non andranno a coprire tutele e servizi per i nostri concittadini rimasti senza lavoro, o disagiati per motivi sociali o per handicap (anzi tutti questi sevizi caleranno per 10 miliardi di € dato i tagli previsti per le Regioni), ma andranno a coprire l’ammanco creato dai ladroni, quelli che veramente, ma veramente, mettono le mani in tasca degli Italiani: gli evasori.
Vi sembra che uno scenario del genere si possa tollerare?
Questi farabutti hanno tutti un nome e cognome, sappiamo chi sono e da dove vengono, non è che stanno sospesi nell’aria come l’azoto: io non demonizzo una categoria, anzi, solidarizzo con le partita IVA degli onesti che dovrebbero essere molto più incazzati di me, perché oltre a pagare per i colleghi ladri subiscono una forma devastante di sleale concorrenza; ma con quelli disonesti, no, con quelli ce l’ho a morte, perché rubare allo Stato è la più ignobile forma di reato che un cittadino possa commettere.
Sono stufa del fatto che i lavoratori salariati come me, siano le vittime abusate del fisco nazionale, mentre gli evasori se la ridono beffardi, facendo gli sboroni con i soldi evasi al fisco.
Sono indignata da un’ingiustizia sociale vergognosa, che vede da un lato i lavoratori dipendenti, per lo più impiegati e operai decurtati delle tasse alla fonte, mantenere lo Stato; dall’altro un ceto di parassiti evasori che lo sfruttano, persone e aziende che sono nella stragrande maggioranza in perdita o in pareggio e quando va grassa, denunciano un reddito che non supera quasi mai i 10.000,00 euro.
Io lo so che ci sono piccole aziende che arrancano: ma ce ne sono anche tante altre che non arrancano e che al contrario rendono a tal punto da far fare una vita da nababbi ai loro padroni: ecco questi padroni andrebbero controllati uno per uno per vedere se davvero contribuiscono allo Stato come dovrebbero, perchè questo proprio non risulta.
Mi ribolle il sangue all’idea paradossale e beffarda che la metà più povera dello Stivale paga i servizi pubblici alla metà più ricca che diventa sempre più ricca grazie al fatto che i più poveri pagano, asili, scuole, ospedali, strade, giardini, carabinieri anche per loro.
Sono furibonda di pagare, con i miei 1.200 euro di stipendio da impiegato comunale, la scuola per i figli di coloro che vivono in ville milionarie, ma che poi alle Agenzie delle Entrate risultano sconosciuti.
Mi sono rotta i coglioni di pagare l’ospedale per quegli stronzi che fregano lo Stato e poi brindano al saccheggio sniffando una riga di coca avariata.
Mi sono rotta i coglioni di pagare le strade per quei palloni gonfiati che scorazzano arroganti dentro i loro SUV mentre dichiarano al fisco di non avere un cazzo.
Mi sono rotta, ma proprio rotta, di pagare per conto delle imprese, le puttane ai boiardi di stato, ultima frontiera di un sistema di corruzione dilagante, che costa ogni anno 60 miliardi: lo sanno anche i gatti che le Grandi opere in Italia costano il triplo, perché i fornitori per aggiudicarsi commesse fuori gara e ripagare favori, pagano le scopate, le case, le macchine, le vacanze a politici e alti funzionari della Repubblica fuori controllo, come nel caso della Protezione (in)Civile che solo per buco di culo non è diventata una società per azioni.
In questi giorni assistiamo a una versione caricaturale, degenerata, orripilante, dei compiti di uno stato liberale che, in cambio di tasse da incassare in rapporto alla ricchezza di ogni cittadino, (tecnicamente, “capacità contributiva”), dovrebbe regolare i rapporti tra le persone, fornire i servizi essenziali e proteggere la popolazione dalla legge del più forte.
Ora noi tutti vediamo che avviene esattamente il contrario: il più forte non paga, o paga per il rientro dei capitali evasi il 5%; il più povero paga tutto, paga i servizi per sé e per l’evasore e paga anche per il deficit che grazie all’evasore, lo Stato ha accumulato.
C’è a livello internazionale una cricca di operatori finanziari che dopo essersi salvati il culo grazie ai contributi dei governi, ha deciso di rovinare le economie di alcuni paesi europei che hanno i conti dissestati: Grecia, Spagna, Portogallo, Italia. E c’è una cricca di politici complici che per difendere i bilanci statali dagli attacchi speculativi di quei farabutti, non trova di meglio da fare che prendere i soldi dai soliti coglioni: dentro parole vaghe come “manovra finanziaria” ci sta la decisione di prendere i soldi ai poveri per darli ai ricchi.
Basta, “ io contro questa barzelletta di democrazia protesto e denuncio la rottura fraudolenta del contratto sociale”.
Basta pagare per gli evasori, basta farsi prendere per il culo, basta con questa minchiata dei “diritti universali”, dal momento che a pagarli sono solo la metà dei cittadini: si tolgano i servizi e i diritti civili, a cominciare dal diritto di voto, a tutti gli evasori fiscali. E affanculo le belle parole sulla convivenza civile, il patto sociale, la democrazia, che tanto non esiste. Se si continua con questo saccheggio “ il paradosso è che un ceto di evasori fiscali, parziali o totali, continuerà a eleggere un ceto politico che poi ne preserverà il privilegio d’immunità, perpetuando questa tremenda ingiustizia”.
Purtroppo sono pessimista e vedo solo il baratro in questo processo culturale che io reputo di non ritorno: la cultura sociale del nostro paese è nelle mani di Berlusconi e tutti abbiamo visto come le TV abbiano fatto passare Briatore come una vittima.
Se non si shakera lo Stivale con i forconi non ne usciamo vivi.

