Friday, April 21, 2017

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI

Un italiano lavora circa 1800 ore all'anno, contro le 1500 di un francese e le 1400 di un tedesco. L'italiano lavora di più e guadagna di meno: 10.000 euro in meno di un francese e 18.000 euro in meno di un tedesco. A parte smentire quello stupido luogo comune secondo il quale gli italiani non hanno voglia lavorare, questo dato ci dice che riducendo l"orario di lavoro si potrebbero creare milioni di posti di lavoro. Lavorare tutti, lavorare meno. È questo che deve dire la Sinistra.

IUS SOLI E CITTADINANZA

A differenza delle società teocratiche, le società liberali non richiedono alcuna assimilazione culturale e riconoscono a ciascun individuo il diritto di professare la propria religione e la propria identità culturale. Quello.che invece dovrebbero a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e pretendere è di accettare i valori etico-politici di uno stato laico fondato sulla libertà, i diritti dei singoli e la separazione tra religione e politica. 
Se l’immigrato rifiuta questi valori, se rifiuta i principi della nostra Costituzione, allora non è integrato e certo non diventa tale perché viene italianizzato in virtù di un pezzo di carta. 
La cittadinanza data a chi non accetta i valori della nostra Costituzione, non solo non risolve alcun problema, ma rende ancora più problematica la gestione dell'immigrazione e dello scontro sociale da parte dello Stato.

L'ITALIA DEI LUOGHI COMUNI

L'Italia dei luoghi comuni non ha dubbi circa il fatto che i romani non hanno voglia di lavorare e campano di lavoro pubblico. Un’analisi del Centro studi Impresa Lavoro, realizzata su dati della Ragioneria Generale dello Stato e dell’ISTAT, evidenzia come le regioni a Statuto speciale siano quelle con la maggior concentrazione di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione residente. A guidare questa classifica è la Valle d’Aosta con 11.909 dipendenti, pari al 9,26% dei residenti. Significa che un valdostano su dieci (bambini e anziani inclusi) campa di denaro pubblico. A seguire il Trentino Alto Adige (78.868 dipendenti, pari al 7,50% dei residenti) e il Friuli Venezia Giulia (85.610 dipendenti, pari al 6,96% dei residenti). Subito dietro si collocano il Lazio, che sconta l’elevato numero di sedi istituzionali presenti a Roma (396.865 dipendenti pari al 6,76% dei residenti) e un’altra regione a Statuto speciale come la Sardegna (109.066 dipendenti, pari 6,56% dei residenti). Per converso le regioni più grandi ed economicamente più sviluppate presentano tassi di presenza di dipendenti pubblici più bassi: 4,11% in Lombardia, 4,55% in Veneto e 4,92% in Piemonte. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, anche la Campania ha un rapporto non altissimo (4,99%) di dipendenti pubblici in rapporto ai suoi residenti e comunque minore di quello che si registra in Emilia Romagna (5,09%), nelle Marche (5,23%), in Umbria (5,49%) e in Toscana (5,51%).

I ROMAGNOLI E QUELLA BRUTTA STORIA DEL BANDITO

I Romagnoli, si sa, hanno fama di essere sanguigni e mangiapreti, ma non è affatto vero che sono sempre stati anticlericali. 
Prima dell'Unità d'Italia, la loro avversione allo Stato Pontificio non era di carattere culturale, ma derivava piuttosto dalla loro insicurezza, dall'incapacità di Roma di proteggerli dai banditi che imperversavano nelle campagne ed in città: non avere protetto i cittadini dai briganti ha fatto si lo Stato Pontifico soccombesse anche sotto il peso delle proteste popolari.    
La sicurezza dei cittadini è cruciale per le sorti di una nazione.  Non vorrei che la stoltezza di chi oggi sottovaluta i fatti di cronaca, chiudesse gli occhi di fronte alla paura del cittadini ed al loro sgomento nel vedere lo Stato preso in giro da un bandito che terrorizza la Romagna e si fa gioco del suo esercito.    
Dalla "Bassa" e da un po' tutto lo stivale arriva forte e chiaro lo spostamento d'aria delle palle che girano: comunque vada, questa "storiaccia" del bandito Igor sarà un disastro per la credibilità del nostro sistema di sicurezza e per la nostra democrazia.   

MACCHÈ IUS SOLI, SERVE REALISMO

In materia di integrazione degli stranieri occorre essere realisti: vi sono stranieri che si integrano ossia accettano di vivere secondo la nostra Costituzione, ma tanti altri no, perché pretendono di comportarsi come se la legge italiana non esistesse; come se avessero solo diritti e nessun dovere; come se la loro cultura fosse sufficiente per disattendere la norma e fare come cavolo gli pare. 
Vi sono stranieri che entrano ed escono di galera per vari reati: perché non dovrebbero essere espulsi? Perché dopo 10 anni dovremmo dare la cittadinanza anche a chi commette dei reati? (come accade oggi). Perché dovremmo dare la cittadinanza a chi afferma ai microfoni di Bianca Berlinguer che certamente la figlia porterà il velo e sposerà qualcuno che sceglie la famiglia? Perché dovremmo dare la cittadinanza a questa gente per diritto di suolo? 
La Sinistra non ha il coraggio di ammettere i problemi dell'immigrazione e soprattutto non vede il nesso tra immigrazione selvaggia e capitalismo predatorio. Peggio: ha perso la propria ideologia e si aggrappa alla causa deleteria di integrare l'Islam. 
Non si è mai visto una Sinistra più stupida di quella che definisce prioritario lo ius soli.

Tuesday, April 11, 2017

OSSESSIONE RENZI

Ossessione Renzi. La sinistra è ossessionata da Renzi. Come se prima di Renzi il PD e l'Ulivo fossero stati estranei alle scelte scellerate di questi ultimi 30 anni: "si è compreso o no che il distruttivo missile Renzi è decollato solo grazie a una rampa di lancio allestita a tradimento dalla sinistra italiana almeno fin dai primi anni Novanta?". 
Senza autocritica politica per la sinistra non c'è futuro. La linea di "riformismo moderato " che ha governato l'Italia ben più a lungo del centro destra berlusconiano, ci ha consegnati, legati mani e piedi, alla dittatura del mercato. Solo un dato: in Italia, tra il 1990 e il 2010 l'indice Gini ( indice che misura le disuguaglianze) è passato da 0,40 a 0,51: grazie alle politiche riformiste oggi l'Italia è una società con poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Come dice Tomaso Montanari, "gli errori della sinistra riformista italiana sono ben più profondi e strutturali di quanto non sia apparso nella sua ultima, grottesta incarnazione renziana", dove la sinistra ha davvero toccato il fondo. 
Non si tratta di superare Renzi, ma proprio il riformismo della terza via ulivista alla Tony Blair: se vogliamo davvero metterci in viaggio verso un futuro diverso, quei piedi e quelle mani legati alla dittatura del mercato vanno slegati, perché come ci insegna Gramsci, è sbagliato credere che tutto ciò che esiste è naturale che esista. 
I ricchi non vogliono le stesse cose che vogliono i poveri. Ricchi e poveri hanno diversi interessi, le società sono organismi complessi composti da interessi in conflitto tra loro e la sinistra deve scegliere da che parte stare. 
Basta parlare di chi incarna brillantemente la destra come Renzi, si pensi piuttosto a capire quello che si deve fare: 
1) riscrivere i trattati europei per renderli compatibili con la nostra Costruzione e col principio di sovranità popolare ( cosa che oggi non è); 
2) ricostruire ciò che in questi 30 anni si è smantellato : lo Stato. Uno Stato attivo, capace di attuare il progetto della sua Costituzione; 
3) recuperare il concetto di comunità con propri principi e propri valori, fondata sui beni comuni ed diritti delle persone (non delle culture) sanciti dalla nostra Costituzione. 
La sinistra deve riprendere in mano la nostra Costituzione. Attuarla. C'è molto lavoro da fare per perdere del tempo a parlare di uno che fin da subito si era capito essere più berlusconiano e liberista di Berlusconi come Renzi.